Renzi: “Se ne facciano una ragione, l’Italia è tornata”

La Cisco investe 100 milioni nel Bel paese

ROMA.  “Se ne facciano una ragione: l’Italia è tornata, più solida e ambiziosa”. Ma anche più attrattiva e aperta nei confronti delle aziende straniere. Le ‘big’ globali hanno deciso di puntare sullo Stivale, un esempio su tutti la Cisco i cui verti hanno incontrato stamane il premier Matteo Renzi. A dirlo è proprio il Presidente del consiglio che su Facebook scrive: “L’Italia, sempre più aperta e attrattiva per gli investimenti internazionali” e questa è “la risposta migliore a chi, forse impaurito da questo nuovo protagonismo italiano, preferirebbe averci più deboli e marginali, come purtroppo è spesso accaduto in passato”.

L’Italia, scrive ancora Renzi, è sì “più solida e più ambiziosa” ma deve rimboccarsi le mani perché ha “tanto lavoro ancora da fare”. E questa settimana “sarà decisiva per la trasformazione della Pubblica Amministrazione e per un altro passo avanti della Riforma istituzionale”. Ma il Premier da la carica: “Ce la stiamo mettendo tutta e le grandi realtà internazionali, come oggi testimonia Cisco, tornano a scommettere su di noi”.

L’incontro avvenuto con la Cisco, azienda leader nella fornitura di apparati di networking, ha avuto come obiettivo quello di definire tutta “una serie di investimenti strategici” dal valore di 100 milioni di euro per i prossimi tre anni. “E’ il primo dei due giganti – dice Renzi – cui avevo accennato nella mia ultima Enews che guardano all’Italia come a un paese solido, che ha futuro e che, finalmente, favorisce chi vuole creare opportunità destinate a restare, a creare impresa, lavoro, innovazione”.

Ieri però Bruxelles aveva esternato preoccupazioni sui rapporti con Roma, con il presidente della Commissione, Jean-Claude Juncker, che ha sostanzialmente perso la pazienza a causa dei troppi malintesi nati perché l’esecutivo europeo non ha un interlocutore per dialogare con Roma sui dossier più delicati. A Bruxelles negli ultimi mesi si è infatti osservato un vuoto di comunicazione, vuoto che ha portato a ricostruzioni fattuali fuorvianti sulle banche, sull’Ilva, la flessibilità, ma anche sulle dimissioni dell’esperto giuridico Carlo Zadra, unico italiano presente nel gabinetto Juncker

Alessandro Moschini

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