Renzi lancia la Leopolda di ‘lotta’

‘Non permettiamo ai rimpianti di superare i sogni’, c’è scritto su un cartellone appeso alle pareti della Leopolda. Il rischio è insomma la rassegnazione, dopo la sconfitta al referendum, arrivata quasi un anno fa, il saluto a Palazzo Chigi, il rifiorire di Berlusconi e del centrodestra.

‘Tutta questa polemica sui bonus non la capisco, per anni si sono utilizzate le leggi di bilancio per togliere soldi, ora li mettiamo: non capisco questa polemica sui bonus, li abbiamo fatti per arte, scuola e sport’, dice Matteo Renzi parla dal palco della Leopolda, nel secondo appuntamento con la kermesse fiorentina. E’ il giorno dei tavoli tematici e il segretario del Pd arriva insieme a Dario Franceschini: ‘Ho il piacere di avere su questo palco Dario Franceschini e il piacere è doppio perchè non parliamo di coalizioni e nemmeno di legge elettorale. Siamo arrivati al governo il venerdì, il sabato successivo c’è stato un crollo e la domenica anche…’.

E’ poi la volta di Marco Minniti:  ‘Avevo letto sui giornali di una Leopolda in tono minore qui c’è tantissima gente, ma quanti eravate gli altri anni?.  La sicurezza è un bene comune, si rivolge ai più deboli e l’antidoto alla violenza è la sicurezza, che è un bene comune, cioè qualcosa di più forte di un diritto, che si rivolge ai più deboli; per questo se un partito come il nostro, il Pd, non lo sente come cosa propria rischia di venir meno a un suo dovere fondamentale. Dobbiamo garantire la sicurezza dei cittadini senza far venire meno la fruibilità delle nostre bellezze. Guardatevi dai cattivi maestri, una piazza è sicura se ci sono politiche di recupero dal degrado, di inclusione sociale; non c’è alcun luogo al mondo più sicuro di un luogo vissuto. Per questo non possiamo accettare che ci chiedano di restare nelle nostre case. Questa è la sfida contro i populisti. Il futuro non è di quelli che costruiscono muri, ma il futuro è di chi sa costruire ponti’, continua il ministro, citando Giorgio La Pira: ‘Con questo spirito abbiamo affrontato il tema dei grandi flussi migratori. Una grande democrazia non insegue, governa i grandi flussi migratori. Lo fa con un principio fondamentale, anzitutto: se vogliamo salvare delle vite umane, e avere delle condizioni degne di accoglienza dobbiamo sconfiggere i trafficanti di essere umani. Sono il nostro primo nemico. Non consegnamo le chiavi delle nostre democrazie ai trafficanti’.    La conclusione del suo intervento è dedicata tutta alla mafia: ‘La mafia vota e fa votare, nella sua capacità di infiltrare le istituzioni ha il suo punto di maggiore forza e  la politica deve fare prima e di più sul terreno di liberarsi da condizionamenti mafiosi.  Ho chiesto alle forze politiche di fare un patto pubblico e di civiltà: ognuno si impegna a non chiedere e a rifiutare i voti delle mafie’.

Renzi spinge l’intesa Ap-Cp Matteo Renzi sfoglia l’ultimo sondaggio Swg che dà il Pd in lieve calo, ma il potenziale centrosinistra, ancora tutto da costruire, al 32% contro il 33,9% del centrodestra. Ma perchè il centrosinistra sia competitivo, Renzi, che quest’anno torna alla Leopolda da uomo libero dai lacci da premier, sa che deve fare di tutto per portare nell’alleanza sia Pisapia sia Ap. E se ai centristi promette il bonus bebè, a Campo Progressista dà garanzie sul superamento del superticket, ma, soprattutto, sostiene che ci siano i numeri per approvare il biotestamento e non si scandalizza all’idea della fiducia nonostante sia un tema etico. L8, che sta per ‘lotto’, e ‘incontro’ sono i due marchi dell’ottava edizione della kermesse renziana, che, chiarisce il leader dem, è ‘un’altra cosa’ rispetto al Pd. Due slogan che l’ex premier è convinto di riuscire a conciliare senza creare problemi al governo e portando 100 proposte in dote al Pd alla vigilia della campagna elettorale.

L’obiettivo dell’ex premier è lasciare fuori dalla stazione fiorentina il dibattito sulle alleanze che a suo avviso nelle ultime due settimane ha penalizzato il Pd nei sondaggi. Restano fuori dalla stazione sia i padri nobili, da Walter Veltroni a Romano Prodi, sia i potenziali alleati come Pisapia e Alfano. Ripeto: ‘potenziali…’

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