Rehn: “Europa fuori da crisi, in Italia Berlusconi ha soffocato la crescita”

Crisi, crescita e stabilità economica. Nonostante i risultati raggiunti in un anno di impegno europeo, sono ancora questi gli obiettivi dell’Ue. Delle vere e proprie sfide come le definisce il commissario Ue Olli Rehn, presentando le priorità per il 2013.  “Un anno fa rispetto a ogg ic’era seria preoccupazione per l’Italia e la Spagna e profonda incertezza sulla Grecia, mentre le Cassandre predicevano la fine dell’eurozona”. Oggi la situazione è cambiata ma nonostante alcuni progressi ci sono ancora sfide”, ha continuato Rehn.

“L’anno scorso è stato un anno decisivo in cui abbiamo dimostrato la resistenza dell’eurozona prendendo le decisioni necessarie per assicurarne la stabilità e la sostenibilità”, ha ribadito il commissario dell’ Ue ,  ricordando come ormai l’Europa abbia ormai abbattuto i fantasmi di una ‘Grexit’ o della fine dell’euro “sono virtualmente o completamente spariti”. Ma nonostante i progressi “restano ancora sfide importanti, come per esempio alti tassi di disoccupazione e un’economia lenta, per cui ancora oggi non c’é spazio per la compiacenza”.

“Nell’autunno 2011 il governo di Berlusconi ha deciso di non rispettare più gli impegni su riforme e risanamento dei conti presi con l’Ue e il risultato é stato il prosciugarsi dei finanziamenti al paese, con lo schizzare dello spread. Portando poi alla crisi politica e al governo Monti”.  Ha sottolineato commissario Ue Olli Rehn.

“Quest’anno sarà un test essenziale per la credibilità dell’Ue e dell’eurozona. Olli Rehn ha sottolineato la necessità di ripristinare la fiducia in modo durevole e rimettere l’economia europea sui binari giusti mettendo insieme solidarietà e responsabilità”.

Le priorita’ per i prossimi programmi di riforma nazionali devono essere il ”mantenimento del ritmo delle riforme economiche” e il ”proseguimento del consolidamento fiscale” a cui ”non c’e alternativa”, in quanto un debito al 90-100% del pil e’ un ”serio ostacolo” alla crescita.

Servono “riforme equilibrate e ambiziose” del mercato del lavoro che “rimuovano gli ostacoli all’occupazione” favorendo anche i “contratti a durata indeterminata” e la “contrattazione collettiva” per il reinserimento dei lavoratori. Ha sottolineato Olli Rehn.

 

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