Paola Regeni in occasione di una conferenza stampa al Senato, Roma, 29 marzo 2016. ANSA/ALESSANDRO DI MEO

Regeni: ‘Un anno senza Giulio, la lunga ricerca della verità’

Un anno senza verità su Giulio Regeni. Oggi ricorre il primo anniversario della scomparsa al Cairo del giovane ricercatore friulano, ritrovato morto 9 giorni dopo lungo l’autostrada per Alessandria, il corpo martoriato dalle torture. L’Italia si prepara a ricordarlo con diverse iniziative e a chiedere, ancora una volta, di rompere il muro di silenzio, omertà e depistaggi sull’accaduto, sui mandanti e sui responsabili dell’atroce uccisione di Giulio.

Da quel 25 gennaio, i familiari non si sono mai dati per vinti. ‘E’ stato un anno intenso, terribile, un viaggio nell’orrore che diventa sempre più profondo man mano che ci addentriamo nei particolari: abbiamo visto e stiamo vedendo proprio tutto il male del mondo’, ha detto oggi la famiglia Regeni. “Questo male continua a svelarsi pian piano”, hanno aggiunto i familiari riferendosi allo stillicidio di informazioni, non sempre affidabili né verosimili, che arrivano dall’Egitto. E ringraziando per la solidarietà e la vicinanza di molti italiani sono tornati a chiedere di riversarsi nelle piazze con fiaccole accese per Giulio, per coloro che non sono rispettati nei loro diritti umani. Gli investigatori italiani registrano tuttavia significativi passi avanti nelle indagini dallo scorso settembre quando, dopo il periodo di crisi tra l’Italia e l’Egitto,  dove non è ancora rientrato l’ambasciatore italiano,  i magistrati egiziani hanno deciso di consegnare i documenti richiesti.

Gli ultimi,  fanno sapere fonti della Procura di Roma, risalgono ad alcuni giorni fa: si tratta dei verbali dei due agenti che pedinarono Regeni tra dicembre e gennaio, dopo la denuncia del capo del sindacato degli ambulanti, Mohamed Abdallah, e il verbale del colonnello che svolse la perquisizione, a marzo, in casa della sorella di un componente della banda dei rapinatori uccisi in una sparatoria (che Il Cairo aveva inizialmente indicato come gli autori dell’omicidio), dove furono trovati i documenti di Regeni. Ulteriori passi avanti potrebbero inoltre arrivare dall’analisi dei filmati delle telecamere di sorveglianza della metropolitana di Dokki, dove Regeni passò prima di scomparire.  Intanto, dopo la diffusione ieri del video della conversazione tra Abdallah e Regeni, registrata all’insaputa del ricercatore, in cui si parlava di una somma di denaro che sarebbe dovuta arrivare al sindacato ‘tramite concorso’ da un istituto britannico, il sindacalista è tornato oggi a ribadire di considerare ancora Giulio ‘una spia’. Secondo Abdallah, il giovane sarebbe stato ucciso da parti straniere dopo che era stato scoperto per addossare la colpa all’Egitto.

‘E’ passato un anno, ma il tempo non ha per nulla fiaccato la voce dei tanti, tantissimi che continuano a chiedere giustizia per Giulio Regeni’,  scrive su Facebook la Presidente della Camera Laura Boldrini, che aggiunge: ‘E’ stata la forza di questo movimento, diffuso e popolare, che ha fatto accantonare le prime ricostruzioni dell’omicidio, ridicole e oltraggiose; che ha sollecitato le istituzioni italiane a difendere la dignità stessa del Paese colpita attraverso l’uccisione di un suo cittadino’.

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