Reddito di cittadinanza: le prime istruzioni per le assunzioni agevolate

Alle imprese che assumono con contratto di lavoro a tempo pieno e indeterminato i beneficiari del Reddito di cittadinanza è riconosciuto un bonus, nella forma di sgravio contributivo, pari ad un massimo di 780 euro al mese.
Nella circolare  Inps 104/2019  sono contenuti tutti i dettagli operativi per la fruizione del bonus, nonché i requisiti e le condizione per la fruizione degli sgravi per l’assunzione di beneficiari del Reddito di cittadinanza.
Il beneficio spetta a tutti i datori di lavoro privati, anche se non sono imprese. L’assunzione deve essere a tempo indeterminato e full time e per accedervi bisogna presentare specifica domanda al portale agevolazioni dell’Inps. Non si applica ai rapporti di lavoro intermittente, occasionale, ai dirigenti, ai lavoratori domestici. Sono invece incentivati i contratti di apprendistato. Per quanto riguarda il part time, è ammessa la successiva trasformazione a tempo parziale del contratto, esclusivamente su richiesta del dipendente per specifici e comprovati motivi.
 Il datore di lavoro ha diritto a un esonero contributivofino a un tetto corrispondente al Reddito di cittadinanza a cui il beneficiario ha diritto, per un massimo di un numero di mensilità pari a 18 meno i mesi di Rdc già utilizzati.
Come riporta pmi.it, c’è un tetto minimo di cinque mensilità, che vanno sempre corrisposte. Esempio: assunzione di un lavoratore che prende il Rdc da due mesi. Il datore di lavoro ha diritto a 16 mesi di esenzione contributiva.
Il datore di lavoro deve obbligatoriamente comunicare le disponibilità di posti vacanti alla piattaforma digitale dedicata al reddito di cittadinanza presso l’Anpal  prima di effettuare le assunzioni.
 Per avere diritto all’incentivo assunzione rdc, il datore di lavoro deve realizzare un incremento occupazionale, e rispettare le altre norme che generalmente tutelano questi benefici (diritti di precedenza, obblighi di regolarità contributiva). Se il lavoratore assunto con gli incentivi viene licenziato nei 36 mesi successivi, senza giusta causa o giustificato motivo, il datore di lavoro è tenuto alla restituzione di quanto incassato con l’applicazione di sanzioni.
I datori di lavoro devono presentare domanda all’Inps, utilizzando esclusivamente il modulo online appositamente predisposto (per cui si attende ancora la pubblicazione). In ogni caso, ricevuta la domanda, sarà l’Inps a calcolare e comunicare la misura dell’incentivo e il piano di fruizione.

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