Reddito di cittadinanza e modello tedesco

Il 27 settembre 2018 il reddito di cittadinanza è stato inserito nel Nodef, la nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza.

La nota di aggiornamento del Def è il passo preliminare del ciclo di bilancio, che presuppone la presentazione da parte del governo del disegno di Legge di Bilancio che poi dovrà essere approvato dal Parlamento.

Come previsto dalla Nota di aggiornamento al Def, inizialmente saranno stanziati 10 miliardi, che riguarderanno circa 6,5 milioni di persone che attualmente si trovano sotto la soglia di povertà.

Altri 2 miliardi serviranno alla riforma dei centri per l’impiego, che dovranno gestire le pratiche amministrative.

L’assegno previsto copre fino a 780 euro mensili, in presenza di specifici requisiti.

Coloro che hanno un reddito pari a zero hanno diritto all’importo per intero, mentre per gli altri rappresenterà un’integrazione al reddito per raggiungere i 780 euro. La quota del reddito di cittadinanza cambia a seconda del numero di componenti del nucleo familiare. Ad esempio in una famiglia con i genitori disoccupati e figli a carico il sussidio sale fino a 1.630 euro, per una famiglia con due genitori e un solo figlio la quota è di 1.014 euro.

Chi ha una casa di proprietà non ha diritto all’intera quota ma a questa viene detratta una quota definita ‘affitto imputato’, che ammonta a 380 euro.

I requisiti per accedere alla misura economica sono stringenti, e anche quelli per mantenerla nel tempo.

Se si è in possesso dei requisiti, si può fare domanda ai centri per l’impiego. Questi uffici gestiranno le richieste e monitoreranno la persistenza delle condizioni necessarie.

Ieri, domenica 14 ottobre il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha annunciato che il governo sta vagliando anche di ‘modulare’ il reddito di cittadinanza in base alla zona geografica, ma non ha fornito ulteriori indicazioni.

Per evitare che il reddito di cittadinanza si trasformi in un incentivo alla inoccupazione o al lavoro nero, i disoccupati dovranno iscriversi ai centri per l’impiego, frequentare corsi di qualificazione professionale e non potranno rifiutare tre offerte di lavoro consecutive. Ecco i requisiti:

  • Essere maggiorente (avere cioè più di 18 anni)
  • Essere disoccupati o inoccupati
  • Avere un reddito di lavoro inferiore alla soglia di povertà in Italia, stabilita dall’ISTAT
  • Percepire una pensione inferiore alla soglia di povertà.
  • Essere residente in Italia da ameno 10 anni

Non solo, però. Perché una volta ottenuto il reddito di cittadinanza, sarà necessario rispettare alcune regole per mantenere il diritto a percepirlo, proprio per evitare che le persone decidano furbescamente di non lavorare o lavorare in nero al fine di percepire questa elargizione economica.

  • I disoccupati, per poter conservare il reddito di cittadinanza, dovranno iscriversi a un centro per l’impiego
  • Offrire circa 8 ore settimanali alla comunità per progetti e lavori socialmente utili
  • Sarà inoltre previsto frequentare corsi di qualificazione o riqualificazione professionale
  • Comunicare tempestivamente ogni variazione di reddito
  • Sarà obbligatorio accettare una delle prime tre offerte di lavoro pervenute.
  • Effettuare la ricerca di un lavoro per almeno due ore al giorno
  • Infine, è anche necessario non recedere da un contratto senza giusta causa due volte in un anno.

Il reddito di cittadinanza sarà erogato per massimo 3 anni a persona.

L’assegno ricevuto non può essere speso in contanti. Si tratta di una sorta di social card su cui viene caricato l’importo, che sarà spendibile per via elettronica.

La card si può usare attraverso un bancomat, il tesserino sanitario o un’apposita applicazione per smartphone. Non è possibile prelevare l’importo in contanti da uno sportello bancario.

Questo vincolo è volto a tracciare gli acquisti. Solo alcuni beni potranno essere acquistati. Tra questi ci sono i beni di prima necessità, capi di abbigliamento o affitti immobiliari. Sono esclusi beni superflui come prodotti elettronici ed altro.

L’importo è spendibile solo in Italia e non all’estero, per far crescere l’economia e limitare le spese fuori dall’Italia,  come ha specificato il vicepremier Di Maio.

Alla fine della giornata lo Stato paga i commercianti presso cui sono stati effettuati gli acquisti.

Il premier Giuseppe Conte e Luigi Di Maio  hanno indicato che   il reddito di cittadinanza dovrebbe seguire il  principio di ‘modulazione su base geografica’.

‘Il reddito di cittadinanza, se realizzato male può essere frainteso è percepito come sussidio assistenziale e stiamo facendo di tutto perché anche questo strumento, che potrebbe apparire non di alta redditività, ma di alto valore sociale, venga realizzato in una prospettiva di sviluppo sociale, affinché si crei un meccanismo di riqualificazione delle persone che hanno perso il lavoro e di qualificazione per quelle che non lo hanno. Intesa in questi termini sarà una riforma essenziale per la crescita. La misura dipende da come la realizzeremo, su questo saremo giudicati’.

Con il reddito di cittadinanza aiutiamo quasi un milione di bambini. Su 10 miliardi,  ha chiarito Di Maio,  6 miliardi andranno a famiglie con minori. Queste famiglie avranno genitori che potranno ritrovare lavoro: ‘Voglio portare avanti il reddito di cittadinanza per aiutare le persone in difficoltà. Il 47% delle famiglie destinatarie sarà del centro-nord’.

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