Recovery e Giovannini: “Velocizzare opere. Il Paese attende risposte”

“Non è una vittoria di nessuno ma una vittoria dell’Italia nel momento in cui il governo ha deciso non solo di presentare a Bruxelles il Pnrr, complessivo di 191 miliardi, ma ha anche deciso di aggiungere 30 miliardi sul fondo complementare, di cui 10 vanno su infrastrutture e mobilità e poi altri 10,3 sul completamento dell’Av-Sarc e il completamento della Brescia-Vicenza-Padova”. Così il ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Enrico Giovannini a Rainews24, circa i 14 miliardi in più ottenuti e che alcuni considerano una sua vittoria.

“Le forze politiche e lo stesso Paese hanno la consapevolezza che guardando al Piano e agli interventi previsti anche per quanto riguarda le riforme, la continuità nei prossimi anni vada assicurata. Gli altri fondi non si esauriscono nel solo Pnrr, accanto al Piano ci sono altri fondi – aggiunge -. 15 miliardi del Fondo Sviluppo e Coesione, 80 miliardi di finanziamenti europei 2021-2027. Il Paese, le regioni e le città hanno la possibilità,  anche sul piano finanziario di decidere come usare loro risorse per integrare e rafforzare il Piano. I prossimi sei mesi sono importanti per aiutare il Paese a prendere decisioni corrette”.

“Noi ministri tecnici ma anche politici stiamo lavorando alla massima velocità perché abbiamo un Paese che attende risposte immediate” spiega ancora Giovannini facendo notare, nel corso dell’intervista a ‘Studio24′, che “la rapidità fa la differenza perché il Paese attende risposte”. Giovannini ha spiegato che nel Pnrr ci sono schede “molte dettagliate con una tempistica molto definita: tutti – ha ribadito – stiamo lavorando per rispondere oggi ai bisogni del Paese”. Interpellato sulla durata del governo Draghi, Giovannini ha detto, “da ministro tecnico” di non saper rispondere, ma ha sottolineato che le forze politiche cosi’ come tutto il Paese hanno la consapevolezza, guardando al Piano, che al di là della durata di questo governo, va assicurata la continuità di azione anche al di là del 2023.

“Sulle opere serve velocizzare ma anche un dibattito pubblico. Se trasformeremo l’Italia non è possibile tenere i cittadini totalmente esclusi da queste decisioni. Il dibattito pubblico deve trovare spazio con luoghi e tempi prefissati” tiene a sottolineare il ministro in merito al Piano nazionale di Ripresa e di Resilienza.

Su Alitalia “la trattativa non si è mai interrotta. La vicepresidente esecutiva della Commissione ha detto una cosa corretta. Noi abbiamo preso atto degli ultimi contatti e certamente il governo italiano farà una proposta nei prossimi giorni” spiega il ministro.

Sul capitolo – molto dibattuto in questi anni – sulla realizzazione di una opera imponente come quella del ponte sullo stretto di Messina, Giovannini avverte: “Attenzione a non fare un dibattito ideologico . “Oggi è uscito un articolo che anticipa una relazione su questo tema non ancora finalizzata – aggiunge -. Il mio invito è quello di leggerla bene appena l’avrò trasmessa al Parlamento. Si tratta di una relazione, frutto del lavoro di mesi da parte di una commissione di esperti di primo piano che hanno messo insieme evidenze importanti sugli aspetti trasportistici, vulcanologici, economici e così via. Il dibattito va sviluppato sulla base di questi contenuti che sono molto ricchi e poi se ne farà la dovuta sintesi”.

Sulle trattative in corso per Autostrade per l’Italia “meglio, visto che sono trattative tra le parti, non intervenire” ma “quello che è importante è andare rapidamente per poter fare poi il piano economico finanziario che, per decisone del governo precedente, è legato alla decisione sulla vendita. In modo da investire risorse molto consistenti sulla sicurezza e sull’ammodernamento, cosa di cui il Paese ha assoluto bisogno” ha spiegato infine Giovannini.

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