Recovery, continua duello Renzi-Conte

Deflagra  in un vertice di oltre tre ore lo scontro nella maggioranza. Non c’è più certezza, osserva a un certo punto Andrea Orlando, ‘di come vadano a finire le cose fra noi e allora meglio intanto mettere in sicurezza il Recovery’. Al tavolo si sente la parola ‘pre-crisi’, si alza la voce. Ma non c’è ancora la rottura. Tanto che in serata la delegazione M5s fa sapere che nella riunione notturna sono stati fatti passi in avanti e che si confida di approvare il Recovery in Cdm per poi passare al programma di governo.

‘Non vogliamo una crisi al buio, ma dobbiamo sederci al tavolo e affrontare i nodi ed è sciocco pensare che, in una situazione di così forte fibrillazione, non possa scapparci l’incidente che ti porta al voto anticipato, siamo preoccupati, i toni rischiano di aprire una crisi senza sbocco’, afferma  il capogruppo del Pd alla Camera, Graziano Delrio, in una intervista al Corriere della Sera in cui assicura che il filo delle trattative fra Renzi e Conte ‘è ancora integro’. Bisogna lavorare per rilanciare l’azione di questo governo, come da mesi ripete il segretario del Pd, con un patto di legislatura su sanità, politica industriale, occupazione, in una fase in cui l’Italia ha bisogno di unità non serve una maggioranza debole, ma molto forte, che lavora come una squadra vera e unita. Affidarsi a variabili di soggetti singoli sarebbe uno scenario fragile, sbagliato e incomprensibile, come il voto anticipato, il passaggio fondamentale è rilanciare sui contenuti.

Il Consiglio dei ministri dovrebbe tenersi a inizio prossima settimana, probabilmente martedì. Poi, promette Giuseppe Conte,  raccogliendo una richiesta che viene anche da Pd e M5s, si aprirà il tavolo sulle priorità della legislatura ma aggiunge che bisogna approvare il Recovery perché un eventuale ‘ritardo comprometterebbe la ripresa: sarebbe incomprensibile per i cittadini’. Usare tutte le risorse del piano, come chiede Iv? ‘Il debito diventerebbe insostenibile, non ci sarebbe più distinzione tra quello buono e cattivo’, dice citando Draghi. Il Cdm sul Recovery potrebbe essere quello del redde rationem.

Tutti i contributi delle varie forze politiche – ha esordito il presidente del Consiglio – sono serviti a migliorare l’attuale bozza di lavoro del Recovery Plan. Non abbiamo potuto accogliere tutte le richieste di ciascuna forza politica, dobbiamo sempre tener conto dell’equilibrio complessivo. Ma ciascuna forza può riconoscere l’incidenza delle proprie proposte nella nuova bozza e apprezzare i significativi passi avanti compiuti. Dunque  Recovery plan unito alla promessa di scommettere sul rilancio dell’azione di governo con un elenco di priorità da stilare già nei prossimi giorni per arrivare al traguardo del 2023. Semplicemente  ‘un nuovo patto di legislatura’.

Il Cdm, come detto,  martedì, con l’impegno -assunto dal responsabile del Mef- di inviare a tutte le forze di maggioranza il testo completo 24 ore prima. Niente incontri prima. In Cdm  le ministre renziane potrebbero fare il passo indietro che finora Iv ha solo minacciato.

Pd, M5s e Leu accusano Italia viva di ‘tenere in ostaggio’ il Recovery plan.

Matteo Renzi sbotta su Twitter, a fine riunione: ‘Le veline di Palazzo dicono che Italia Viva ‘tiene in ostaggio il Recovery Plan’. Santa pazienza! Ribadiamolo: il Recovery Plan non ci è stato ancora consegnato, non c’è. Lo abbiamo chiesto in Aula il 22 luglio 2020, dice che forse lo inviano domani. Altro che ostaggio! #Escilo”.  Torna su un tema un tempo caro ai 5 Stelle, i famosi streaming: ‘Visto il modo con il quale Palazzo Chigi sta gestendo la comunicazione  del vertice di maggioranza chiederemo che i prossimi incontri siano rigorosamente in streaming’.

Al tavolo Davide Faraone chiede il Mes e il Ponte sullo Stretto ma Matteo Renzi in tv dice che ‘passi avanti’ sono stati fatti e che il Ponte non può stare nel Piano. Si lavora ormai sugli spiragli, tra alleati che fanno fatica a parlarsi. Pd, M5s e Leu lodano i passi avanti. I Dem chiedono chiarimenti sulla cybersecurity e di fare di più sul commercio. Nelle prossime ore al Mef si lavorerà per tradurre le linee guida nella bozza definitiva da sottoporre al voto dei ministri.

‘Se non possiamo fare, ce ne andiamo all’opposizione’, continua a minacciare Renzi. Ma gli alleati lo accusano di voler prendere ancora tempo. Il rischio di una crisi che faccia saltare tutto ‘è reale, concreto’.

Teresa Bellanova, per Iv,  dice in televisione che il governo ‘è al capolinea’. Ripartire si può ancora. Ma il varco è sempre più stretto. Zingaretti e dal M5s Luigi Di Maio chiedono al premier di accelerare su un nuovo patto di legislatura. Giuseppe Conte parte dal Recovery plan e convoca a Palazzo Chigi un vertice allargato ai rappresentanti dei partiti: diciotto persone al tavolo, per provare a portare il testo in Consiglio dei ministri evitando le dimissioni della delegazione di Italia viva. Ma per i renziani il governo Conte 2 è già finito: chiedono che la ricomposizione passi da un atto di cesura come le dimissioni del premier.

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella osserva silente la partita, tutta in mano ai partiti della maggioranza. Ma dal Quirinale non può che osservarsi con particolare preoccupazione a una crisi che va in scena mentre nel Paese i dati del contagio tornano a salire.

La sensazione di Pd e M5s è che Renzi voglia un’intesa complessiva prima di lasciare che il Recovery vada in Cdm. Senza un’intesa le ministre di Iv potrebbero dimettersi prima del Cdm, con una nota o un tweet, senza sedersi al tavolo. Ma c’è ancora tempo per trattare: il rimpasto è un’offerta sul tavolo. Circola l’ipotesi di un sottosegretario alla presidenza del Consiglio per il Pd e anche quella di un nuovo ministro al Recovery. Per Iv ci sarebbe la Difesa a Ettore Rosato e forse un altro ministero. La delega ai Servizi passerebbe a un uomo di fiducia del premier. Ma per ora lo stallo non si sblocca. C’è chi scommette che una trattativa vera si possa aprire a ridosso del Cdm, magari nelle ore immediatamente successive alle dimissioni delle ministre Iv. Ma i più si preparano alla conta, uno scenario poco gradito al Pd perché se anche spuntassero i ‘responsabili’ e Iv si spaccasse, la nuova maggioranza potrebbe essere ancora più fragile.

Circa Redazione

Riprova

Coronavirus, 10593 contagi, 541 decessi

Covid bollettino oggi 26 gennaio 2021, dal ministero della Salute i numeri ufficiali sull’andamento della …

WP2Social Auto Publish Powered By : XYZScripts.com