Rcs, l’Assemblea di Cairo Communication vara l’aumento di capitale

Stamattina si è tenuta intanto l’Assemblea straordinaria della Cairo Communication che ha approvato l’aumento di capitale da 70 milioni di euro per rafforzare patrimonialmente la società e far fronte alle necessità legate all’Opas lanciata su Rcs. All’avvio dei lavori erano presenti,  in proprio o per delega, azionisti in rappresentanza del 78,5% del capitale. L’esclusione del diritto d’opzione lascia la porta aperta a nuovi soci. Urbano Cairo esercita quindi di fatto il controllo su Rcs. Alla sua Offerta pubblica di acquisto e scambio è stato apportato il 48,82% del capitale. Lo dichiara Equita Sim, anche per conto di Banca Imi, intermediari che coordinavano la raccolta di adesioni. I risultati definitivi, il 21 luglio e Cairo comunica che rinuncerà alla condizione del livello minimo di adesioni. Chi ha aderito all’offerta concorrente, e sconfitta,  di International Media Holding avrà 5 giorni (dal 22 al 28 luglio) per trasferire le proprie azioni a Cairo. ‘In Rcs ora ciò che voglio fare è avere tutte le deleghe e capire quando esce 1 euro perché esce e come.  E’ stato un risultato molto positivo, al di là delle aspettative più rosee. Non potevo immaginare un risultato migliore. C’era da parte dei fondi una buona predisposizione. Sono molto contento ed ora ci aspetta un grande lavoro in azienda. Io sarò in prima linea’. All’avvio dei lavori restano stabili le quote che fanno riferimento al presidente e fondatore Urbano Cairo con il 72,87% del capitale. In assemblea sono presenti azionisti per il 78,5% del capitale complessivo. Cairo ha  affermato  di non aver ancora identificato chi andrà nel Cda Rcs o chi sarà il presidente della società sotto il suo controllo: ‘In merito alla composizione del cda non abbiamo ancora pensato a nulla,  anche perché venerdì abbiamo saputo l’esito delle adesioni e  per scaramanzia non fai mai questo tipo di ragionamenti. Non abbiamo fatto nessun ragionamento su chi sarà parte del consiglio o presidente. Al momento non c’è nulla. Giovedì avremo i risultati definitivi dell’Opas e dell’Opa.   Fino ad oggi sappiamo già che abbiamo rinunciato alla condizione relativamente al numero minimo di adesioni. Mentre la cordata concorrente ha dichiarato l’inefficacia dell’offerta. Vedremo quanti migreranno e a quel punto lì sapremo esattamente. Il 4 agosto ci sarà il pagamento di chi ha migrato. A quel punto vedremo il comportamento di questo consiglio e che cosa sarà necessario fare per entrare nel consiglio. Io personalmente prendendo in mano le deleghe comincio ad operare. Potrebbe essere successivo a un’assemblea convocata per il nuovo consiglio o forse anche prima. Parleremo con il presidente del consiglio Rcs e vedremo che intenzioni hanno’. Intanto in Borsa il titolo Rcs e quello di Cairo  trattano in ribasso dopo la chiusura del periodo delle offerte. Sul fronte degli sconfitti, la cordata guidata dal finanziere Andrea Bonomi restituirà le azioni Rcs consegnate all’Opa da 1 euro per azione, confermando le indiscrezioni della vigilia che non vedevano lui e i soci storici ostacolare Cairo nella conquista di via Solferino. Se tutte le azioni dell’Opa perdente di Imh (12,9% del capitale) migrassero verso quella vincente, dovremmo affrontare un esborso di circa 80,6 milioni di euro,  spiega ancora Cairo,  e questo consentirebbe a Cairo Communication di avere ancora un po’ di cassa: ‘Quindi non dovremmo toccare il finanziamento di Intesa San Paolo, pari a 140 milioni e con validità a 60 mesi’. Cairo è stato più volte interpellato sui tempi del ‘riassetto’ della governance Rcs o sui possibili candidati al Cda, ma ha ribadito più volte di aver avuto i risultati dell’Opas solo venerdì, di non averci pensato e che la mossa ora spetta all’attuale Cda di Rcs: ‘L’assemblea la convoca il presidente che oggi  è Maurizio Costa. Chi deve convocare l’assemblea su richiesta di un socio è il presidente. Il socio nel momento in cui avrà il numero di azioni sufficienti per chiedere la convocazione dell’assemblea lo farà.   Venerdì prossimo scatterà il giorno in cui coloro che hanno aderito all’Opa di Bonomi e soci potranno migrare all’Opas. Dopo 5 giorni sapremo quanti sono. Il primo settlement sarà venerdì prossimo. Il 22 luglio cominceremo ad avere il 48,8%. E’ tutto in divenire’. Cairo è stato più volte interpellato sui tempi del ‘riassetto’ della governance Rcs o sui possibili candidati al Cda, ma ha ribadito più volte di aver avuto i risultati dell’Opas solo venerdì, di non averci pensato e che la mossa ora spetta all’attuale Cda di Rcs: ‘L’assemblea la convoca il presidente che oggi  è Maurizio Costa. Chi deve convocare l’assemblea su richiesta di un socio è il presidente. Il socio nel momento in cui avrà il numero di azioni sufficienti per chiedere la convocazione dell’assemblea lo farà.   Venerdì prossimo scatterà il giorno in cui coloro che hanno aderito all’Opa di Bonomi e soci potranno migrare all’Opas. Dopo 5 giorni sapremo quanti sono.  Il 22 luglio cominceremo ad avere il 48,8%. E’ tutto in divenire’. Cairo ritiene che trasformare il Corriere della Sera in un giornale tabloid sarebbe la cosa più pazza che uno potrebbe fare, come intervenire sulla linea politica editoriale. Penso che meno la gente si accorge che sono arrivato e meglio è, ha detto nel corso dell’assemblea della Cairo Communications: ‘O meglio, se la gente se ne accorge perché il giornale è più ricco, è più bello, ha più argomenti di cui parla, allora bene. Se invece è perché dice ‘questo giornale una volta non avrebbe avuto questo atteggiamento, ora che succede’ sarebbe un problema. Ho già detto  che Luciano Fontana è un bravo direttore che conosce molto bene il Corriere, è al Corriere da 18 anni, ha fatto tutta la gerarchia, conosce la macchina. Poi tutto si può migliorare, credo sia importante la presenza di un editore che si confronta dialetticamente con il direttore anche per dare investimenti. Nelle aziende editoriali del gruppo Cairo il direttore è il signore padrone, e il direttore di un giornale come il Corriere della Sera è signore e padrone con la sua redazione, con i suoi vicedirettori. L’editore ha un potere, che è quello di cambiare il direttore. Poi su quello che fa il direttore o il conduttore della trasmissione l’editore non deve intervenire. Può farlo qualora chiamato. Può dare idee, che non necessariamente vanno accettate. Ci può essere e ci deve essere un confronto, ma alla fine la decisione finale la prendono loro, i direttori. Se ci sono tante notizie uno deve dire ho un giornale di x-y pagine, devo stare attento a soddisfare le esigenze dei lettori. Devo cercare di dare sempre tante altre notizie per avere il maggior gradimento possibile’.

Cocis

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