Tensione in Siria, navi russe nel Mediterraneo. Autobomba a Damasco, 4 morti

Il preludio di una guerra di dimensioni mondiali. Mentre al G20 si cerca un accordo per evitare una strage, Mosca ha dato il via libera per la spedizione di  tre navi da guerra russe due d’assalto anfibio e una da nel Mediterraneo orientale.  Il loro invio era stato deciso dalla Russia alla luce delle tensioni internazionali sulla Siria e del possibile intervento militare americano. La SSV-201 Priazovye e’ accompagnata dalla Minsk e dalla Novocherkassk. La nave da ricognizione Priazovye era partita domenica dal porto ucraino di Sebastopoli.

Autobomba a Damasco, 4 morti. E a Damasco la tensione  resta  alta. L’agenzia Sana ha diffuso la notizia della morte di  almeno  4 persone, uccise uccise in un attentato dinamitardo con autobomba alla periferia della capitale siriana .  La fonte afferma che l’esplosione è avvenuta nel quartiere di Somariye, vicino all’aeroporto militare di Mezze nella parte ovest della città controllata dalle forze lealiste.

 

Intanto questa mattina la  Commissione Esteri del Senato Usa ha dato il primo via libera ai raid decisi da Barack Obama sulla Siria. La risoluzione della Commissione Esteri che autorizza l’intervento armato è stata approvata di scarto, con 10 voti favorevole e 7 contrari. La parola passa ora all’Aula del Senato. Alla Commissione Esteri del Senato solo tre repubblicani hanno votato sì all’intervento in Siria: il firmatario della mozione bipartisan, Bob Corker, John McCain e Jeff Flake, l’altro senatore eletto in Arizona, molto vicino all’ex sfidante di Obama. Notizie poco rassicuranti per la Casa Bianca anche sul fonte interno: tra i senatori democratici ci sono stati due contrari, Tom Udall, del New Mexico, e Chris Murphy, Connecticut, e un astenuto, Ed Markey eletto nel Massachussets, lo stato di John Kerry. Per questa ragione, molti osservatori leggono questo voto, comunque favorevole a Barack Obama, ancora con molta prudenza.

Una nave militare italiana, il cacciatorpediniere Andrea Doria e’ salpata nelle ore scorse da Taranto per dirigersi al largo delle coste libanesi: scopo della missione, secondo quanto si è appreso, quello di tutelare le truppe italiane della forza Unifil in caso di conflitto siriano. La fregata Maestrale è ancora “in approntamento” e partirà nelle prossime ore, al massimo entro un paio di giorni.

Tre navi da guerra russe, due da assalto anfibio e una da ricognizione, entreranno nel Mediterraneo nelle prossime ore: lo afferma l’agenzia di Stato egiziana Mena citando fonti militari russe. Le tre navi, la Novocherkassk, la Minsk e la SSV-201 Priazovye sono partite dal porto di Novorossiysk e entreranno nel Mediterraneo dal Bosforo.

Un attacco militare contro la Siria potrebbe avere effetti catastrofici se un missile colpisse un piccolo reattore vicino a Damasco che contiene uranio radioattivo. Lo afferma il ministero degli Esteri russo in una nota, chiedendo all’Agenzia nucleare dell’Onu di evidenziare urgentemente il potenziale rischio.

”Di fronte alla barbarie che si sta verificando in Siria la comunità internazionale non può restare in silenzio”: lo ha detto il presidente americano, Barack Obama, nel corso di una conferenza stampa a Stoccolma col premier svedese Fredrik Reinfeldt.

”Occorre una risposta efficace alla barbarie dell’attacco chimico siriano” ha detto il presidente Usa Barack Obama oggi a Stoccolma, secondo cui ”crediamo con grande forza che c’è stato un attacco chimico e che Assad ne sia stata la fonte”.

”Noi siamo per la difesa dei diritti umani fondamentali” ha detto Obama. ”E’ in gioco la credibilità non solo mia, ma del Congresso e dell’America” ha detto il presidente americano. ”Non ho fissato io la linea rossa sull’uso delle armi chimiche, ma è stata la comunità internazionale”, ha aggiunto parlando a Stoccolma.

”Abbiamo un’elevata certezza che il regime siriano abbia fatto ricorso alle armi chimiche”: lo ha ribadito il presidente americano.

”Non ripeteremo l’errore dell’Iraq” ha detto Obama, precisando che gli Usa hanno ”un elevato grado di sicurezza” che gli attacchi chimici siano stati commessi dal regime di Bashar al Assad.

Il Congresso degli Stati Uniti non ha il diritto di “legittimare un’aggressione” contro la Siria. Lo ha detto il presidente russo Vladimir Putin, che accusa i politici Usa di mentire nel dibattito sulla Siria al Congresso. ”Ora stanno discutendo se autorizzare l’uso della forza” senza avallo Onu, ha detto in un incontro a Mosca. ”Ma è un assoluto insulto al buon senso. In sostanza il Senato americano si occupa di legittimare un’aggressione”, ha aggiunto.

”Sono ancora fiducioso sul fatto che Putin possa cambiare la sua posizione per quel che riguarda il sostegno della Russia al regime di Assad: è l’auspicio espresso a Stoccolma dal presidente Usa Barack Obama.

John McCain ha annunciato che voterà contro la bozza frutto dell’intesa bipatisan in Senato sul via libera ai raid in Siria. Una defezione da parte dell’ex candidato repubblicano alla Casa Bianca cruciale per Barack Obama.

L’ex ministro della difesa siriano Ali Habib ha disertato e si è rifugiato in Turchia. Lo ha reso noto Kamal al-Labwani, membro della Coalizione nazionale siriana, piattaforma dell’opposizione al presidente Bashar al-Assad.

Il presidente russo Vladimir Putin non esclude l’appoggio della Russia ad un’operazione militare in Siria, se fosse provata la responsabilità di Damasco nell’uso di armi chimiche e comunque solo a fronte di un’approvazione dell’intervento da parte dell’Onu. Riguardo alle armi chimiche ”ci convincerà solo lo studio molto dettagliato e profondo del problema e la presenza di prove evidenti che dimostrino chi ha usato l’arma e con quali mezzi”, ha dichiarato Putin in un’intervista al primo canale della tv statale russa. ”E solo dopo la Russia sarà pronta ad agire in modo più decisivo e serio”. Tuttavia, ha precisato, ”la Russia non ha intenzione di intervenire e non interverrà mai in nessun conflitto all’estero”.Quanto alla fornitura dei missili S-300 promessi a Damasco dalla Russia,  Putin, ha detto che  è stata congelata ma non interrotta. Il capo del Cremlino ha detto anche che Mosca è pronta a fornire questi missili “sensibili” anche ad “altri Paesi” del mondo se sulla Siria verrà violato il diritto internazionale. ”Abbiamo un contratto per la fornitura di missili S-300 e abbiamo già fornito alcune componenti”, ha detto Putin in un’intervista alla tv statale russa. ”Ma la fornitura non è terminata: per ora l’abbiamo sospesa”. Se però ”vedremo che si fa qualche passo legato alla violazione delle norme internazionali vigenti, allora dovremo pensare a come agire in futuro, tra cui anche con forniture di queste armi sensibili ad altre regioni del mondo”. Putin, avverte gli Stati Uniti e loro alleati dall’intraprendere passi unilaterali in Siria in mancanza di approvazione del Consiglio di Sicurezza Onu: l’uso della forza verso uno stato sovrano, sottolinea, è “inammissibile” per il diritto internazionale e va considerato come “un atto di aggressione”.

Un limite massimo di 90 giorni per l’intervento in Siria e il divieto esplicito a truppe da combattimento di terra. E’ quanto prevede la bozza sulla quale si sono accordati i leader della commissione Esteri del Senato e che sarà votata dalla commissione nelle prossime ore. Il limite di 90 giorni ne include 60 di missione, piu’ un’estensione a discrezione del presidente di ulteriori 30 giorni, previo via libera del Congresso. Ad accordarsi sulla risoluzione sono stati il presidente della commissione Esteri del Senato Bob Menendez e il leader dei repubblicani Bob Corker. ”L’autorità non autorizza l’uso delle forze armate da terra sul territorio Senato”, si legge nella bozza, che sarà votata nelle prossime ore in commissione. Se il testo sarà approvato andrà in aula dopo il 9 settembre, quando il Senato, così come la Camera, tornerà dalla pausa estiva.

Intanto il gran muftì di Siria, Ahmad Badreddin Hassou, ha scritto una lettera a papa Francesco aderendo all’appello pro-Siria e annunciando che sarà in Piazza San Pietro – se possibile – o nella moschea di Damasco in preghiera e digiuno sabato prossimo. Il muftì- riferisce Fides – propone al Vaticano di organizzare un meeting interreligioso.

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