Il sottosegretario agli Affari esteri Massimo Dell?Utri e il ministro degli Esteri ucraino Andrii Sybiha alla ministeriale del Consiglio d?Europa a Chisinau.

Quello che un anno fa divideva l’Europa ora è principio condiviso: hub migratori in Paesi terzi legittimati

I 46 Stati membri del Consiglio d’Europa hanno adottato la Dichiarazione di Chisinau, che riconosce la legittimità di soluzioni innovative nella gestione dei flussi migratori, come gli hub di rimpatrio in Paesi terzi. Il documento legittima il modello avviato dall’Italia in Albania, un approccio fino a poco tempo fa controverso che ora diventa principio condiviso a livello europeo.

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha commentato il risultato sui social network: «È un risultato importante, frutto di un percorso che l’Italia ha contribuito ad aprire con coraggio e determinazione insieme al primo ministro danese Frederiksen». La leader italiana ha sottolineato come quello che solo un anno fa generava dibattito sia oggi diventato un principio condiviso.

Il cambio di rotta europeo
Meloni ha evidenziato il significato politico della dichiarazione: «Quello che solo un anno fa faceva discutere, oggi è diventato un principio condiviso tra i 46 Stati membri del Consiglio d’Europa e dimostra, ancora una volta, che l’approccio italiano ad una gestione ordinata dei flussi migratori, portato avanti con serietà e coerenza dal nostro Governo, è ormai diventato anche l’approccio dell’Europa».

La dichiarazione è stata adottata a Chisinau, in Moldavia, dai ministri degli Esteri dei 46 Stati membri. Il documento stabilisce che gli Stati hanno il diritto sovrano indiscutibile di decidere e controllare l’ingresso e la residenza di cittadini stranieri nel loro territorio.

Le misure di frontiera possono includere l’autorizzazione all’accesso al territorio nazionale solo per le persone che soddisfano i requisiti legali rilevanti. Questo approccio mira a bilanciare la gestione dei flussi migratori con il rispetto dei diritti fondamentali.

Espulsioni facilitate
In parallelo, i 46 Stati membri hanno concordato un testo per facilitare l’espulsione di stranieri condannati. Alcuni governi, tra cui Regno Unito e Italia, avevano fatto pressione sul Consiglio d’Europa e sulla Corte europea dei diritti dell’uomo per modificare l’interpretazione dei testi in modo meno favorevole ai diritti degli stranieri.

La dichiarazione invita la Corte a dare grande importanza alla valutazione delle autorità nazionali, ritenute in linea di principio meglio posizionate di un tribunale internazionale per valutare le condizioni e le necessità locali. Il documento suggerisce anche il ricorso alle garanzie diplomatiche, promesse del Paese verso cui una persona viene rimpatriata che i suoi diritti non saranno violati.

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha scritto oggi su X: «La Dichiarazione di Chisinau, adottata dai 46 Stati membri del Consiglio d’Europa, riconosce la legittimità per le Nazioni di soluzioni innovative nella gestione dei flussi migratori, come gli hub di rimpatrio in Paesi terzi, sul modello avviato dall’Italia in Albania. È un risultato importante, frutto di un percorso che l’Italia ha contribuito ad aprire con coraggio e determinazione insieme al primo ministro danese Frederiksen. Quello che solo un anno fa faceva discutere, oggi è diventato un principio condiviso tra i 46 Stati membri del Consiglio d’Europa e dimostra, ancora una volta, che l’approccio italiano ad una gestione ordinata dei flussi migratori, portato avanti con serietà e coerenza dal nostro Governo, è ormai diventato anche l’approccio dell’Europa».

Circa R

Riprova

Hammamet – | Futuro Nazionale apre in Tunisia il comitato “1286”

HAMMAMET (TUNISIA) – Il movimento del Generale Roberto Vannacci apre il suo avamposto politico in …

WP2Social Auto Publish Powered By : XYZScripts.com