Oggi in Italia il tasso di positività al Covid si aggira attorno al 14,9%. I numeri dell’epidemia sono piuttosto stabili ormai, grazie alla elevata copertura vaccinale che abbiamo raggiunto nel nostro Paese, che ha anche fatto da barriera alle nuove varianti in circolazione, Omicron 5 e Centaurus in particolare, rendendole meno aggressive.

Cosa accadrà in autunno

Ma questo non significa certo che l’emergenza sanitaria sia alle spalle. Non a caso il direttore dell’OMS Europa Hans Kluge ha preallertato i cittadini Ue annunciando che, secondo le previsioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, nel giro di “poche settimane”, si prevede che la Regione Europea raggiungerà i 250 milioni di casi confermati di Covid-19 da inizio pandemia due anni e mezzo fa.

“Abbiamo fatto grandi passi contro la pandemia ma il virus circola ampiamente, causando ospedalizzazioni e ancora troppi decessi prevenibili: circa 3mila solo nell’ultima settimana, un terzo del totale mondiale. Il virus si sta ancora evolvendo per eludere le nostre contromisure” ha detto Kluge in conferenza stampa.

La priorità ora – spiega – è somministrare una seconda dose di richiamo del vaccino anti-Covid ai più vulnerabili, inclusi gli anziani, gli individui immunocompromessi e quelli con patologie pregresse. L’OMS sta anche esortando i Paesi a somministrare il vaccino antinfluenzale insieme al vaccino Covid, “quando possibile”, ha affermato.

Con l’avvicinarsi dell’autunno-inverno, l’OMS prevede un aumento dei casi, “con o senza una recrudescenza dell’influenza stagionale in Ue”. Tuttavia, come già avviene in altri Paesi, anche in Italia le misure di contenimento della pandemia si sono via via allentate.

Come funziona oggi la quarantena

Per quanto riguarda la quarantena, ad esempio, dal 1° aprile 2022 è stata abolita per i contatti stretti di positivi. Ad oggi infatti deve rimanere isolato a casa solo chi ha contratto il virus, mentre per chi ha avuto un contatto con un soggetto positivo è prevista solo l’obbligo di autosorveglianza e di indossare le mascherine FFP2 al chiuso o in presenza di assembramenti per 10 giorni successivi all’ultimo contatto con la persona positiva.

In caso di comparsa di sintomi, va effettuato un test antigenico rapido o molecolare per la rilevazione dl Covid; se ancora sintomatici, il test va ripetuto al 5° giorno successivo alla data dell’ultimo contatto. Tutte disposizioni che valgono sia per vaccinati che per non vaccinati.

Cosa cambia per quarantena e isolamento

Ma ora le cose stanno per cambiare. Il Consiglio Superiore di Sanità adesso sarebbe orientato a modificare il periodo di quarantena obbligatoria per i positivi asintomatici.

Il Ministero della Salute dovrà valutare come procedere, e dunque la decisione resta politica e in capo al ministro Roberto Speranza, ma l’opzione sul tavolo sarebbe di ridurre la quarantena per chi è positivo e senza sintomi da 7 a 5 giorni, con un test negativo al 5° giorno. Passerebbe poi da 21 a 15 giorni il periodo massimo di isolamento in caso per chi è positivo. Ciò sulla base della minore infettività trascorse due settimane.

Per quanto non siano più obbligatorie quasi da nessuna parte, con l’eccezione dei trasporti, suggeriamo di continuare comunque sempre a proteggersi ed evitare assembramenti, anche indossando le mascherine al chiuso e nei luoghi particolarmente affollati.