Quando la politica sposa la grillo-follia ingrana il ‘Quarto’

‘Nei fatti, a Quarto il M5S non c’è più’, dice Roberto Fico a chi gli chiede se oltre al sindaco di Quarto Rosa Capuozzo, siano stati espulsi anche i consiglieri comunali. Non hanno ancora ricevuto la mail ma quel che conta, rileva, è che di fatto l’amministrazione non è più un’amministrazione Cinque Stelle. Noi abbiamo pensato che la cosa migliore fosse andare tutti insieme alle elezioni. Ed è quel che abbiamo fatto. Beppe Grillo giura che su Quarto ha messo la parola fine: ‘Il caso è chiuso’. Ma la vicenda che ha travolto la giunta del comune campano e il suo sindaco espulso dal M5s, non sembra proprio finire qui. Ci sono i possibili strascichi sui consiglieri comunali che hanno giurato fedeltà alla sindaca ex M5s. Su di loro, o almeno su quanti di loro intendono andare avanti senza simbolo accanto a Rosa Capuozzo, pende infatti la spada di Damocle dell’espulsione. Con un pesante avvertimento da parte di Beppe Grillo che, che in tarda serata, tramite la deputata Paola Nugnes, ha inviato ai 15 consiglieri un messaggio di questo tenore: ‘Fateci sapere se condividete o meno la linea di Rosa Capuozzo’. Un warning che all’interno del movimento viene considerato come l’anticamera della espulsione. Concetto avvalorato dal fatto che alcuni consiglieri ed assessori non sono stati in grado oggi di accedere al blog 5 stelle nell’area riservata agli iscritti. La sindaca intanto prova un rimpasto per far ripartire la giunta. Vogliamo proseguire l’esperienza amministrativa e ci prenderemo l’espulsione se dovesse arrivare avverte il giovane consigliere Giorgio Fontana, uno dei quindici eletti nella maggioranza monocolore M5s. E c’è la controffensiva a 5 Stelle contro il Pd che ogni giorno si fa più pressante. I leader pentastellati non hanno digerito il flash mob organizzato dai giovani dem sotto la Casaleggio associati. Non bastava il dileggio già inscenato a furor di telecamere davanti il consiglio comunale di Quarto e Grillo ha giurato vendetta. Risponderà pan per focaccia. Per ora scatena il blog che ogni giorno riempie le pagine con i nomi degli indagati Pd. ‘Un arrestato al giorno toglie il Pd di torno’, domani a chi tocca, ironizza il leader pentastellato che dal suo blog rilancia anche il caso spinoso che riguarda anche la sorella del Bomba, Benedetta Renzi, assessore in un comune il cui sindaco Pd, renziano di ferro, è sotto indagine. Nel mirino finisce anche l’eurodeputato dem, Nicola Caputo, indagato per voto di scambio. E il post si chiude con un ironico Post Scriptum: ‘Qualcuno avvisi Saviano’. L’attuale europarlamentare Pd Nicola Caputo, secondo i pm, scrive il leader del M5S nel post, è stato ‘il referente dei Casalesi in Regione’ Campania a partire dal 2010, quando fu eletto consigliere grazie all’intervento della camorra, secondo la Dda. E’ indagato per voto di scambio politico mafioso: ‘E’ il marzo del 2010 e in una Peugeot 307 chiacchierano Benito Lanza e Antonio Cerullo, entrambi accusati di far parte del clan dei casalesi, il primo delegato dal boss Antonio Iovine a tenere i rapporti con la politica’. Lanza racconta a Cerullo quello che gli ha riferito Dionigi Magliulo: ‘Io sto lavorando da quattro anni, ora per la campagna elettorale per la Regione, ci ho rimesso altri 100.000 euro’. Lanza cita la promessa di Caputo a Magliulo: ‘Prima delle elezioni ti faccio il finanziamento’. Secondo l’accusa l’allora consigliere Pd, prosegue Grillo, avrebbe smosso mari e monti per far ottenere ad un gruppo di imprenditori molto vicini a lui la concessione per realizzare uno svincolo autostradale sulla strada statale Nola-Villa Literno. Il Pd è una garanzia, accusa il leader 5 Stelle. Grillo, poi, incalza: ‘Caputo era stato indagato già nel 2013 nello scandalo rimborsi scoppiato in Regione Campania per truffa e peculato, quest’ultima accusa poi caduta. Essere indagato per truffa e peculato nel Pd fa curriculum e così, dopo averlo definito incandidabile nel 2013 per calmare un po’ le acque, nel 2014 viene candidato dal Pd al Parlamento Europeo perché è in grado di accaparrare un sacco di voti. Caputo, vogliamo sottolineare, sarà sentito in procura entro fine mese. Ma gli strascichi più duri si hanno dentro il Movimento. Un sondaggio della Ghisleri per Ballarò arriva come una batosta sui 5 Stelle. Non solo tra gli elettori M5s Luigi Di Maio perde il 3,7% di fiducia ma il 40,2% di loro ritiene che se dovesse emergere che Fico o Di Maio erano al corrente del ricatto alla Capuozzo, dovrebbero essere espulsi. Come prescrivono le regole del Movimento. Soprattutto il 13,2% degli elettori M5S dice di essere indeciso sulla conferma del suo voto al Movimento. Insomma i timori dei vertici che il piccolo caso di Quarto possa avere ricadute serie sulle prossime amministrative risultano fondati. Le voci critiche tornano a farsi sentire anche dentro il Movimento. Il sindaco di Parma, Federico Pizzarotti, torna a solidarizzare con Capuozzo: ‘Solo un sindaco può capire un altro sindaco mentre la politica nazionale è fatta da parlamentari che non si sono mai confrontati con i reali problemi della gente’. Intanto, mentre Beppe Grillo compare a sorpresa a Pitti Uomo e inscena una rocambolesca fuga dai giornalisti facendo l’autostop ad una ignara automobilista fiorentina, scoppia a Roma la polemica sulla ‘black-list’ degli ospiti tv non graditi ai 5 Stelle. Già ieri il dem Andrea Romano aveva denunciato il caso che verrà portato dal Pd in Vigilanza. Il deputato democratico Michele Anzaldi ha chiesto anche l’intervento dell’Ordine dei giornalisti. Tra gli ospiti indesiderati del M5s oltre a Romano, risultano Daniela Santanchè e Denis Verdini, Antonio Razzi e Domenico Scilipoti, Lucio Barani, Vincenzo D’Anna e Antonio Azzolini.

Cocis

 

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