Quali sono le regioni in zona rossa, arancione e gialla

La strategia adottata dal governo italiano per contenere la diffusione del coronavirus consiste nella suddivisione delle regioni italiane in tre zone: rossa, arancione e gialla. A ogni zona corrispondono diversi fattori di rischio e diverse restrizioni. L’attuale assegnazione delle regioni alle rispettive fasce di rischio è in vigore dal 29 novembre al 3 dicembre.

Con le 3 ordinanze il ministro della Salute Roberto Speranza, in vigore dal 6 dicembre 2020, l’unica Regione in zona rossa, cioè quella caratterizzata da un alto livello di rischio, è l’Abruzzo. Ecco le misure:

Gli abitanti di questi territori non possono entrare e uscire dalla regione (salvo per i casi di necessità, urgenza, motivi di salute, lavoro e istruzione).

Non possono nemmeno spostarsi all’interno del territorio stesso (sempre fatte salve le esigenze viste qui sopra).

Chiusi i negozi al dettaglio, tranne alimentari, farmacie, parafarmacie, tabaccherie ed edicole.

Chiusi bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie. Resta consentita la sola ristorazione con consegna a domicilio e, fino alle 22, la ristorazione con asporto.

Sospese le attività sportive, anche quelle nei centri all’aperto.

Si può fare una passeggiata, ma nei pressi della propria abitazione. È consentito uscire di casa per fare attività sportiva in forma individuale (come correre o andare in bici).

Per quel che riguarda la scuola, è garantita la didattica in presenza fino alla prima media. Tutte le altre classi sono costrette alla didattica a distanza.

Per circolare serve un’autocertificazione.

In zona arancione, con un livello intermedio di rischio, ci sono dal 6 dicembre 2020 Basilicata, Calabria, Campania, Lombardia, Toscana, Provincia Autonoma di Bolzano, Piemonte e Valle d’Aosta.

Oltre al coprifuoco alle 22, valido in tutta Italia, è vietato ogni spostamento da e verso la Regione, salvo che per comprovate esigenze di lavoro, salute e urgenza.

Si possono accompagnare i figli a scuola ed è possibile andare a riprenderli.

È consentito il rientro nel proprio domicilio o nella propria residenza.

Non ci si può recare in un comune diverso da quello di residenza, domicilio o abitazione, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute, per situazioni di necessità o per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi e non disponibili nel proprio comune.

Chiusi i servizi di ristorazione a esclusione delle mense e del catering. Resta consentita la sola ristorazione con consegna a domicilio.

Per circolare nella regione non serve alcuna autocertificazione, necessaria solo per recarsi in una regione rossa.

Ecco le Regioni in zona gialla (rischio moderato) dal 6 dicembre 2020: Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Marche, Puglia, Umbria, Liguria, Sicilia, Sardegna, Lazio, Molise, Veneto, Provincia autonoma di Trento. In pratica, sono in vigore tutte le regole nazionali stabilite dal Dpcm.

Coprifuoco alle 22. Per uscire di casa oltre l’orario serve un’autocertificazione.

Servizi di ristorazione, bar compresi, sono aperti fino alle 18.

Chiusi musei e mostre.

Didattica a distanza per le scuole superiori.

Didattica in presenza per elementari e medie, ma obbligo di indossare la mascherina per tutti gli studenti.

Chiusura di attività commerciali nelle giornate festive e prefestive, ad eccezione di farmacie, punti vendita di generi alimentari, tabaccherie ed edicole.

Capienza massima del 50% sui mezzi di trasporto pubblico.

Sospensione di prove selettive e concorsi, sia pubblici sia privati.

Chiusi gli angoli scommesse e i giochi nei bar e nelle tabaccherie.

Per circolare nella regione non sarà necessaria alcuna autocertificazione, obbligatoria solo nel caso in cui occorresse recarsi per motivi indifferibili in una regione rossa.

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