Putin ammette la presenza di forze russe in Crimea

“Le autorità ucraine portano il Paese verso l’abisso”. Così Vladimir Putin con  linea diretta afferma che l’uso della forza contro il popolo nell’Ucraina dell’est è un altro gravissimo crimine e spera tanto di non dove usare il diritto concesso dal parlamento di impiegare la forza in Ucraina, continuando a sperare   che la situazione possa essere risolta con mezzi politico-diplomatici.  In realtà  il presidente russo ha ammesso pubblicamente la presenza di militari russi alle spalle delle forze di autodifesa in Crimea  allo scopo, a suo dire,  di garantire la libera espressione della volontà in occasione del referendum,  evitando che la situazione degenerasse, come sta accadendo ora nell’est ucraino. In compenso  bolla come sciocchezze la presenza di forze russe nell’Ucraina dell’Est. Niente reparti militari, niente servizi speciali, niente istruttori, sono tutti cittadini locali, afferma. In realtà ci si trova messi a confronto con due molle pronte a scattare rappresentate dal rancore della Grande Madre Russia che ha visto paurosamente ridursi il suo impero negli ultimi venticinque anni, a partire dalla Germania fino a Kiev. L’altra molla è costituita dal risentimento dei nordamericani e degli europei che vorrebbero ricondurre Putin in una retta via. In realtà Putin non è indietreggiato. Il problema reale è comunque l’ulteriore e fortissima crisi che si sta aprendo in Europa dell’Est. Tra l’altro Putin raccoglie consensi non solo nei governi venezuelani e siriani ma anche da parte di alcune potenze, come la Cina e l’India. I leader cinesi si sono entusiasmati che un altro leader dissentisse dall’Occidente capitalista tanto da non raffreddare l’accoglienza riservata al ministro degli esteri sovietico in visita a Beijing. Il presidente Xi ha affermato che i rapporti tra Cine e Russia sono ottimi ed accoglierà Putin in occasione di un importante vertice previsto a maggio prossimo. L’India, che riceve grande parte dei suoi armamenti dalla Russia,  si è sempre schierata con la Russia e non con l’Occidente. Anche il Brasile ed il Sud Africa si sono astenuti sulla risoluzione dell’assemblea generale dell’Onu contro il referendum in Crimea. Tornando in Ucraina, Iulia Timoshenko dal canto suo chiede l’introduzione dello stato d’emergenza nell’Ucraina dell’est per consentire alle forze armate di intervenire senza restrizioni contro i ribelli filorussi che hanno occupato molti edifici amministrativi. Ciò comporterebbe il rinvio delle presidenziali del 25 maggio, dove è candidata. Intanto almeno tre persone sono morte e 13 sono rimaste ferite nel corso di scontri armati tra le forze di polizia ucraine e quelle dei filorussi scoppiati ieri sera e proseguiti nella notte a Mariupol, nella regione ucraina orientale di Donetsk. Morti e feriti provenienti  tutti dal fronte filorusso. Secondo la sua versione, ieri sera 300 sconosciuti armati hanno assaltato la sede delle truppe del ministero dell’interno di Mariuopol, città sul Mar Nero ad una trentina di km dal confine con la Russia, tentando di sfondare la porta d’ingresso, lanciando bottiglie molotov e chiedendo la consegna delle armi. I militari ucraini dapprima hanno sparato in aria a scopo intimidatorio, poi hanno aperto il fuoco riuscendo a disperdere gli aggressori. Riguardo alla riunione Usa-Ue-Russia-Ucraina il Segretario di Stato americano, John Kerry, ha avuto un faccia a faccia a Ginevra con la responsabile della diplomazia Ue, Catherine Ashton, per cercare di risolvere la crisi ucraina. In chiusura informo che Bild ha attaccato  la cancelliera Merkel per le sue vacanze nel golfo di Napoli in piena crisi ucraina.  ”Ha scelto alberi di limone, contro carri armati”, ironizza Franz Josef Wagner, nella colonnina satirica del tabloid.

Cocis
   

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