La pubblicazione dell’elenco dei candidati ritenuti impresentabili dalla Commissione Nazionale Antimafia, conferma il tracollo etico della classe politica siciliana che Alleanza Verdi Sinistra denuncia da tempo.
Una crisi ormai profonda che ha investito tutte le forze politiche che sostengono il governo Schifani, ma che rischia di inquinare trasversalmente tutta la politica siciliana.
In particolare, nel comune di Randazzo la realtà ha superato anche le nostre già buie previsioni.
Su ventotto candidati dichiarati impresentabili dalla Commissione Nazionale Antimafia, tre sono infatti candidati a ricoprire la carica di Sindaco nel comune alle pendici dell’Etna, già travolto dallo scioglimento del consiglio comunale per gravi infiltrazioni mafiose.
Una condizione gravissima e sconfortante che impone, innanzitutto, una profonda riflessione all’interno del campo progressista, incapace di arginare una deriva etica e politica che il nostro partito non può accettare.
In un quadro allarmante, con l’amministrazione locale spazzata via dallo scioglimento del consiglio comunale, Alleanza Verdi Sinistra ha considerato, infatti, sin dall’inizio gravissima la scelta del Partito Democratico di consegnarsi alla maggioranza che sosteneva l’incandidabile ex sindaco Sgroi e di candidare il suo vicesindaco, attuale segretario dei Dem a Randazzo, nonostante i fatti gravissimi che hanno coinvolto la giunta di cui faceva parte.
Scelta sostenuta apertamente dal segretario regionale Barbagallo che ha promosso il suo punto di riferimento a Randazzo da vicesindaco di una giunta sciolta per infiltrazioni mafiose, a candidato sindaco della stessa coalizione.
Candidato sindaco che ora si scaglia contro la stessa Commissione Nazionale Antimafia di cui Bargallo fa parte.
Una condotta incomprensibile e irresponsabile, aggravata dall’opposizione interna al Pd che, invece di rafforzare la posizione di Alleanza Verdi Sinistra, decideva di sostenere, in contrapposizione al candidato ufficiale del Pd, un candidato sindaco chiaramente di centrodestra e di candidare una nota esponente del PD locale in una lista che, peraltro, mostra gravissime criticità per la presenza di personaggi che non dovevano essere candidati, quantomeno per opportunità politica e per un minimo di responsabilità dopo il terremoto giudiziario che ha travolto Randazzo.
Una situazione inaccettabile che ha impedito ad Alleanza Verdi Sinistra e al Movimento 5 Stelle di avanzare una proposta politica ed elettorale in grado di competere con macchine elettorali potentissime, ma prive tuttavia di qualsivoglia proposta politica.
Un quadro disarmante, verificatosi anche in altri Comuni, dove un presunto civismo ha rappresentato il cavallo di Troia per permettere ai faccendieri bipartisan della politica di chiudere qualsiasi innaturale alleanza elettorale.
Randazzo deve, pertanto, rappresentare il modello di ciò che non può più accadere, perché così la gente continuerà a perdere fiducia nella politica e perché consideriamo il Partito Democratico un alleato importantissimo, che rappresenta un popolo di sinistra irrinunciabile per l’obiettivo primario di battere le destre e per costruire una vera alternativa al disastroso governo Schifani.
La nostra coalizione deve, peró, finalmente decidere se vuole battere il centrodestra e rappresentare un’alternativa reale, o se vuole diventarne semplicemente una brutta copia.
Noi ci speriamo e ci crediamo ancora.
Pierpaolo Montalto Segretario Regionale Sinistra Italiana Sicilia-AVS
Fabio Giambrone portavoce regionale Europa Verde Sicilia-AVS
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