Prove di disgelo tra Mara Carfagna e Silvio Belusconi

Questa mattina il presidente di Forza Italia Silvio Berlusconi ha ricevuto a Palazzo Grazioli Mara Carfagna per un incontro di lavoro.

L’Adnskronos scrive che il Cavaliere e Mara Carfagna avrebbero parlato del partito e delle prossime mosse in vista delle elezioni regionali in Calabria. La Carfagna, infatti, dopo le tensioni interne non c’è nelle liste presentate nella circoscrizione Sud da Forza Italia.

E se Mara Carfagna per il Sud non c’è, Alessandra Mussolini è presente due volte, al Centro e nel suo Meridione, Gabriella Giammanco entra a sorpresa al posto di Urania Papatheu per la Sicilia, nella circoscrizione Isole. Quattro sono liste costruite attorno al nome del leader Silvio Berlusconi, una guidata dal vicepresidente Antonio Tajani, per il Centro.

La Carfagna in realtà voleva dire perché vuole dire la sua sulle regionali in  Campania, contrastando  la candidatura a governatore di Stefano Caldoro, già in quel ruolo dal 2010 al 2015.

Berlusconi  aveva offerto  alla Carfagna  di correre per tutto il centrodestra per la presidenza della regione, che fu polemica con Salvini e declinò l’offerta.

Sembrano per ora accantonati i progetti  di lasciare Forza Italia per formare gruppi autonomi, aprendo un dialogo con Matteo Renzi e magari sostenendo il governo.

La  Carfagna teme di perdere la sua influenza e il suo seguito in Campania e  avere Caldoro nel ruolo chiave non le piace affatto.  I sondaggi danno il centrodestra in vantaggio di 10 punti sul centrosinistra che appoggia il governatore uscente, Vincenzo De Luca.

Ma il problema, e di questo hanno discusso Berlusconi e la Carfagna, è assicurare un buon risultato di Forza Italia, rispetto alla Lega che in Campania non è fortissima e a Fratelli d’Italia, che invece è ben radicato. Al momento le rilevazioni danno gli azzurri al 16%, traino della coalizione, mentre il Carroccio e la formazione della Meloni si fermano rispettivamente al 13 e al 10 per cento.

L’apporto della Carfagna può essere determinante e per  Berlusconi sarà  l’occasione per testare la fedeltà di Mara alla bandiera.

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