Promessa sposa a 12 anni, Tribunale la toglie alla mamma

Ad appena 12 anni è stata Promessa in sposa a un ragazzo, un pakistano di 22 anni, fratello del nuovo compagno della madre, un’italiana originaria del Salento che, dopo essersi convertita all’Islam, si è sposata ed è tornata col marito a vivere in Germania. Lì la piccola, che abitava con la coppia e con i fratelli, è stata convinta a indossare il velo, a portare un braccialetto con il Corano e lasciare che tutti i suoi spostamenti venissero tracciati. La vicenda risale alle scorse settimane e si è sviluppata tra la Puglia e la Germania. Solo il tempestivo intervento del padre e quindi della Procura e del Tribunale dei minorenni e del questore di Lecce ha fatto sì che qualsiasi progetto di matrimonio combinato venisse impedito sul nascere: i giudici hanno sospeso la potestà genitoriale della mamma della ragazzina e l’hanno affidata ai nonni paterni che vivono in provincia di Lecce con gli altri due fratelli. Il provvedimento si basa sul concreto pericolo, valutato dai magistrati, che la bambina potesse essere portata in Pakistan per sposarsi. E’ stato ritenuto inoltre necessario l’intervento del questore che ha revocato il consenso all’espatrio e “congelato” la validità del passaporto della 12enne. E’ in Germania che ha inizio la storia della Promessa sposa bambina, nel Paese in cui i suoi genitori si erano trasferiti per motivi di lavoro.

A quanto è stato accertato, la madre ha deciso in un secondo momento di rifarsi una vita sposando in Pakistan, con rito islamico, un uomo del posto conosciuto sui social. Il matrimonio non risulta trascritto in nessuno dei Paesi interessati, ma sempre in Germania la donna è poi tornata a vivere con il nuovo partner. Ed è in Germania che è rimasto anche il suo ex, per non allontanarsi dai figli affidati alla donna. La svolta si è avuta solo quando il padre della 12enne ha appreso della Promessa di matrimonio da celebrare. Una volta rientrati tutti in Puglia, in tempi diversi e per differenti motivazioni, e l’uomo si è affrettato a chiedere, attraverso tre avvocati, l’intervento delle autorità italiane che, dopo aver approfondito ogni dettaglio e aver ottenuto una ricostruzione dei fatti attendibile, fondata anche sull’ascolto della piccola, hanno disposto i provvedimenti ritenuti urgenti e necessari. Il Tribunale per i minorenni ha emesso un decreto di sospensione della responsabilità genitoriale della madre e ha stabilito che gli incontri con la figlia debbano avvenire soltanto in ambiente protetto. Il questore ha bloccato il passaporto e la procura ordinaria, pure, ha avviato un’inchiesta per costrizione o induzione al matrimonio, maltrattamenti in famiglia, sottrazione e trattenimento di minore all’estero, abbandono di minore. Sono al vaglio degli inquirenti anche eventuali ipotesi di abusi sessuali. Al momento, ritengono i legali che si sono occupati del caso, la ragazzina si trova nel luogo più sicuro per sè. Vive con il padre, i nonni e i due fratellini, va a scuola, ed è al riparo da ogni pericolo.

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