Processo Tarantini: domani la data per ascoltare Berlusconi

E’ ancora da decidere il giorno in cui in cui i pm napoletani ascolteranno il premier Silvio Berlusconi nell’ambito delle indagini sulla presunta estorsione ai suoi danni. Tuttavia i  legali di Berlusconi, avvocati Niccolò Ghedini e Michele Cerabona, potrebbero indicare domani ai pm la data e il luogo concordati con il premier tenendo conto dei suoi impegni istituzionali. Intanto l’attività di indagine prosegue; i pm Curcio, Piscitelli e Woodcock potrebbero interrogare nuovamente nei prossimi giorni Gianpaolo Tarantini i cui legali, Alessandro Diddi e Ivan Filippelli, hanno annunciato che presenteranno un’istanza di scarcerazione al Riesame.

Intanto la moglie di Tarantini, Angela Devenuto,  ha lasciato ieri il carcere di Pozzuoli. Il gip del Tribunale di Napoli Amelia Primavera le ha concesso gli arresti domiciliari nella sua abitazione a Roma. Il giudice ha accolto l’istanza degli avvocati Alessandro Diddi e Ivan Filippelli tenendo conto anche del parere favorevole espresso dai magistrati della procura – il procuratore aggiunto Francesco Greco e i pm Francesco Curcio, Vincenzo Piscitelli e Henry John Woodcock – dopo l’interrogatorio di garanzia svoltosi ieri nel carcere di Poggioreale dove a lungo è stato ascoltato anche Tarantini. Gli inquirenti ritengono siano affievolite le esigenze cautelari e hanno considerato anche la necessità delle due bimbe, di 2 e 7 anni, di avere la madre accanto. Diversa la situazione di Tarantini. Il giudice non si è ancora pronunciato sulle richieste dei suoi difensori – che sono gli stessi della Devenuto – ma appare scontato che nell’eventualità di una conferma dello stato di detenzione della questione sarà investito il Tribunale del Riesame.

Intanto i magistrati della procura preparano le prossime mosse. Gli inquirenti stringono i tempi per concludere una indagine che con ogni probabilità sarà poi trasmessa alla procura di un’altra sede, una volta definita con minore approssimazione il luogo dove si sarebbero consumati i presunti illeciti, in particolare la consegna del denaro, finito secondo l’accusa, in gran parte nella disponibilità del direttore dell’Avanti Valter Lavitola (che si trova all’estero e nei cui confronti è stata emessa una ordinanza di custodia in carcere per concorso in estorsione continuata). I

Berlusconi, intanto, ha già espresso, dopo le anticipazioni sull’inchiesta da parte del settimanale Panorama, la propria versione dei fatti: non si è trattato di un’estorsione ai suoi danni, lui è solo venuto incontro alle esigenze economiche di un amico che trovava in difficoltà.

Tale versione dei fatti ribadita ai magistrati – fanno sapere fonti giudiziarie – non indebolirebbe l’ipotesi accusatoria, che si basa soprattutto sul contenuto di numerose intercettazioni telefoniche. Gli inquirenti ritengono anzi che l’impianto dell’accusa sia uscito rafforzato dai recenti interrogatori, compresa la testimonianza resa dalla segretaria di Berlusconi, Mariella Brambilla, la quale ha ammesso di aver consegnato il denaro destinato ai coniugi Tarantini. I pagamenti sono quantificati in 20mila euro mensili, a cominciare dall’autunno dello scorso anno, più un finanziamento di 500mila euro per un’attività che Tarantini intendeva intraprendere.

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