Ruby: Berlusconi condannato a sette anni, interdizione a vita. Cav: “Resisterò”

Dopo sette ore di camera di consiglio, i giudici della IV sezione penale di Milano hanno condannato a sette anni di carcere e all’interdizione perpetua dai pubblici uffici Silvio Berlusconi in merito all’accusa di concussione per costrizione nell’ambito del processo Ruby. La richiesta di condanna nei confronti dell’ex presidente del consiglio, avanzata dall’accusa, era di 6 anni e interdizione perpetua dai pubblici uffici.  Il Cavaliere  è stato condannato anche per il reato di prostituzione minorile. I giudici hanno quindi accolto tutte le richieste della procura  aumentando la pena complessiva di un anno in più rispetto alla iniziale richiesta. Il tribunale di Milano ha inoltre disposto la confisca dei beni sequestrati a Karima el-Mahrug e al compagno Luca Risso. La confisca è stata ordinata dai giudici del processo Ruby ai sensi dell’articolo 240 del codice penale, secondo cui il giudice “può ordinare la confisca delle cose che servirono o furono destinate a commettere il reato e delle cose che ne sono il prodotto o il profitto”.

Le bugie di Arcore. Condannato il Cav, resta il problema della bugie su Arcore. Oltre una ventina di persone rischiano infatti  di essere processate per falsa testimonianza. Al momento della lettura della sentenza i giudici hanno annunciato di aver trasmesso alla procura le dichiarazioni rese in aula da circa una ventina di testimoni, destinate ora a essere analizzate e vagliate dalla magistratura inquirente. Tra loro, oltre alla maggior parte delle cosiddette ‘olgettine’ ospitate ad arcore da berlusconi, c’è l’ex consigliere per la politica estera di Berlusconi, Valentino Valentini, l’europarlamentare Licia Ronzulli, la parlamentare Maria Rosaria Rossi, il cantante Mariano Apicella e la funzionaria della questura di Milano, Giorgia Iafrate.

Una sentenza inattesa e ‘violenta’, come la definisce il diretto interessato. “Ero veramente convinto che mi assolvessero – sottolinea Silvio Berlusconi in una nota – perché nei fatti non c’era davvero nessuna possibilità di condannarmi. E invece è stata emessa una sentenza incredibile, di una violenza mai vista né sentita prima, per cercare di eliminarmi dalla vita politica di questo Paese”. “Non è soltanto una pagina di malagiustizia – aggiunge – è un’offesa a tutti quegli italiani che hanno creduto in me e hanno avuto fiducia nel mio impegno per il Paese. Ma io, ancora una volta, intendo resistere a questa persecuzione perché sono assolutamente innocente e non voglio in nessun modo abbandonare la mia battaglia per fare dell’Italia un paese davvero libero e giusto”. “Non è soltanto una pagina di malagiustizia, è un’offesa a tutti quegli italiani che hanno creduto in me e hanno avuto fiducia nel mio impegno per il Paese”. Lo afferma Silvio Berlusconi nel commentare la sentenza milanese sul caso Ruby.

Alfano a Berlusconi: “Tieni duro”. “Ho chiamato il presidente Berlusconi per manifestargli la più profonda amarezza e l’immenso dolore di tutto il Popolo della Libertà, per una sentenza contraria al comune senso di Giustizia, al buon senso e peggiore di ogni peggiore aspettativa. L’ho invitato a tenere duro e ad andare avanti”, dichiara il vicepremier Angelino Alfano.

Marina Berlusconi: “Processo da talk show”. “Questo processo è stato concepito per essere celebrato sulle pagine dei giornali e nei talk show, per sfregiare l’uomo individuato come il nemico politico da demolire e non per stabilire la verità dei fatti”. Lo ha dichiarato il presidente di Fininvest Marina Berlusconi, commentando la condanna inflitta al padre dai giudici di Milano.

Anche PierSilvio si scaglia contro i giudici e contro una condanna che definisce ‘assurda’: “In tutti questi anni, non ho mai commentato le tante ingiustizie subite da mio padre. Non è mio costume esprimere pubblicamente i miei sentimenti o dare interpretazioni politiche dell’operato della magistratura. Ma questa volta non posso tacere. E’ una condanna assurda”. Lo dice Piersilvio Berlusconi della sentenza del processo Ruby.

Ghedini: “Sentenza gravissima, faremo appello”.  “ Avevo detto che ero convinto che avrebbero dato di più delle richieste dalla procura, lo sapevo che questo processo a Milano non si poteva fare. E’ una sentenza larghissimamente attesa, al di fuori della realtà e degli atti processuali, faremo appello”. E’ quanto ha dichiarato Niccolò Ghedini, legale di Silvio Berlusconi, dopo la condanna dell’ex premier a sette anni da parte della procura di Milano nel processo Ruby. “Sono tre anni che dico che qui non si può fare questo processo: oggi è avvenuto un fatto estremamente grave”, ha concluso Ghedini.

Manifestanti esultano dopo sentenza. Un piccolo gruppo, composto da una decina di manifestanti, radunato davanti al Palazzo di Giustizia di Milano, ha accolto con applausi e grida di esultanza la notizia della condanna di Silvio Berlusconi. Alcuni di loro hanno intonato l’inno d’Italia.

 

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