Processo Meredith: oggi la parola alla difesa

Nel processo che vede imputati Amanda Knox e Raffaele Sollecito, con l’accusa di aver ucciso Meredith Kercher, oggi tocca alla difesa. La giornata si apre, infatti, con l’arringa dell’avvocato Giulia Bongiorno, difensore di Raffaele Sollecito. Nel pomeriggio è in programma l’intervento dell’altro legale di Sollecito, l’avvocato Luca Maori. Domani il processo si fermerà, poi da giovedì è previsto l’intervento dei difensori di Amanda Knox.

Ieri c’è stato invece l’intervento dell’accusa. Due foto proiettate in tribunale, l’emblema di una tragedia consumatasi troppo in fretta: prima l’immagine di Meredith Kercher che sorride, della ragazza “solare e gioiosa” che amava la vita, poi quelle del suo cadavere martoriato, “sgozzata accanto al letto nella camera di casa sua, nel posto dove uno si sente più sicuro”: immagini che per il legale dei suo familiari, l’avvocato Francesco Maresca racchiudono il ricordo della studentessa uccisa quasi quattro anni fa e l’invito ai giudici di Perugia a “tenere ancora per qualche giorno” i vestiti dei suoi genitori. A confermare le condanne di primo grado a Raffaele Sollecito e ad Amanda Knox, dunque, foto, proiettate su un grande schermo, che i due ex fidanzati non guardano mai. La Knox ha con sé i genitori, la sorella e le amiche.

“Astuta, furba, una ragazza fangosa fuori perché sporca dentro”:  così l’avvocato Carlo Pacelli, legale di Patrick Lumumba,  arrestato sulla base delle sue dichiarazioni iniziali e poi riconosciuto estraneo al delitto, aveva definito Amanda Knox (l’americana deve rispondere anche di calunnia nei suoi confronti). “Un assalto verbale orribile” il commento del padre di Amanda, Curt Knox. Un momento di tensione c’ è quando una delle americane tra il pubblico dice in inglese al pm Giuliano Mignini “tu sei il male” per poi essere identificata dai carabinieri.

Alla Corte l’avvocato Maresca chiede “una giusta sentenza” ma non si addentra sulla quantificazione del danno, anche se il codice lo prevede. “La sofferenza della sua famiglia – sottolinea – non la si paga con la moneta”. I familiari della Kercher seguono dall’Inghilterra il processo e saranno in aula per la sentenza, forse all’inizio della prossima settimana. Il legale sottolinea che la verità è nella sentenza di primo grado nei confronti di Sollecito e della Knox e in quelle, definitive, su Rudy Guede “che lo pongono sulla scena del delitto insieme agli altri due imputati”. Si dice molto preoccupato per una campagna di stampa dai “toni pesantissimi” favorevole ai due giovani. “In giro – spiega – si dice ‘sono colpevoli ma tanto li assolveranno e la faranno franca’. Ho comunque la certezza – prosegue rivolto ai giudici – che la pressione ambientale non vi scalfirà”. Maresca parla di Meredith, con la foto sorridente sullo schermo, come di una “ragazza solare e gioiosa venuta a Perugia a studiare”. “Sgozzata – aggiunge – come negli omicidi di mafia dove si fa così per un torto subito. Il suo è stato incontrare i propri aggressori in casa”.

Mentre parla l’immagine del cadavere seminudo prende il posto del volto sorridente. Il legale ricorda le “40 e più lesioni subite” per far capire “la sua sofferenza mentre moriva”. “Testimoniano un escalation di violenza” sottolinea l’altro legale dei Kercher, l’avvocato Serena Perna. “Prima di essere uccisa – prosegue – Meredith è stata violentata. Non ci sono lesioni da difesa perché c’ erano più aggressori che non gli permettevano di farlo”. Nel corso dell’arringa Maresca attacca la perizia genetica fatta svolgere dalla Corte. La definisce di “valore pari a zero”. “Non può essere usata” e i periti “non erano in grado di svolgere l’incarico” ribadisce. Sottolinea anche “la falsità” degli alibi di Sollecito e della Knox, le “prove” a loro carico. E su Luciano Aviello e Mario Alessi, ascoltati su richiesta delle difese, sibila: “abbiamo sentito due infami”. “Isaac Newton – conclude Maresca – diceva che ‘la verita’ si ritrova nella semplicità, mai nella confusioné. Lasciate fuori la confusione – è l’invito finale alla Corte – e confermate la verità già espressa nella sentenza di primo grado”.

Ora la parola passa alla difesa di Sollecito che si è sempre proclamato innocenti così come la Knox.

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