Processo diritti tv, prosciolti Berlusconi e figlio

Si conclude con l’assoluzione di Berlusconi e del figlio Piersilvio, la vicenda dei diritti televisivi della società Rti, controllata da Mediaset. Il gup Pier Luigi Balestrieri, ha assolto perché il fatto non sussiste, tutti e 12 gli imputati tra cui Silvio Berlusconi, il figlio Piersilvio e il produttore televisivo americano Frank Agrama. L’ex premier era stato prosciolto dalle accuse anche nell’ottobre scorso dal gup di Milano e a questa decisione la procura milanese ha presentato ricorso. Per i fatti relativi al 2003 il giudice ha stabilito la prescrizione. I difensori si sono detti soddisfatti della decisione e hanno spiegato: “Dove era possibile, il gup ha assolto e prosciolto, dove invece è intervenuta la prescrizione, ha dovuto prendere atto del tempo trascorso”.. Era iniziata il 2 aprile scorso l’udienza preliminare per il procedimento relativo ai diritti tv di Mediaset e che si è concluso oggi con una generale sentenza di proscioglimento per decisione del gup Bastrieri di Roma. La Procura, con il pm Barbara Sargenti e l’aggiunto Pierfilippo Laviani, aveva sollecitato il rinvio a giudizio di tutti. Le contestazioni erano, a vario titolo, connesse a fatturazioni per operazioni inesistenti e false dichiarazioni dei redditi. I reati – secondo la Procura – erano stati commessi tra il 2003 e il 2004 e si sarebbero prescritti, nel primo caso, entro l’aprile di quest’anno, e nel secondo ad aprile 2013. I fatti si riferiscono ad una presunta frode fiscale da 20 milioni realizzata tramite l’emissione di false fatturazioni per 220 milioni. Gli altri per i quali era stato chiesto il processo sono: Pasquale Cannatelli, Andrea Goretti, Gabriella Ballabio, Daniele Lorenzano, Giorgio Dal Negro, Roberto Pace, Guido Barbieri, ed i cittadini cinesi Paddy Chan e Catherine Hsu Chun. – Sentenza di non luogo a procedere per la vicenda dei diritti televisivi della società Rti, controllata da Mediaset. Per i fatti del 2004, il gup di Roma Pier Luigi Balestrieri ha assolto, perchè il fatto non sussiste, tutti gli imputati, tra cui Silvio Berlusconi, il figlio Piersilvio e il produttore televisivo americano Frank Agrama. Questa inchiesta, finita a Roma per competenza territoriale perchè i fatti contestati, risalenti al periodo 2003-2004, coinvolgevano Rti che aveva sede legale nella capitale, costituiva un filone del procedimento milanese dove Berlusconi era stato prosciolto dal gup. Nell’ottobre scorso, infatti, anche il gup di Milano aveva prosciolto l’ex premier e a questa decisione la procura milanese aveva presentato ricorso. Per i fatti relativi al 2003 il giudice ha invece stabilito la prescrizione. I difensori si sono detti soddisfatti della decisione e hanno spiegato che “dove era possibile, il gup ha assolto e prosciolto. Dove invece è intervenuta la prescrizione, ha dovuto prendere atto del tempo trascorso”. I fatti si riferiscono ad una presunta frode fiscale da 20 milioni realizzata tramite l’emissione di false fatturazioni per 220 milioni. L’ipotesi del pm Sargenti era che gli imputati, in concorso tra loro, al fine di evadere le imposte sui redditi avessero posto in essere un sistema di frode per alcuni milioni di euro che consisteva nella sovrafatturazione dei diritti di trasmissione di film e fiction acquistati da “major” statunitensi

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