Processo archiviato per il giudice costituzionale Barbera

Nonostante l’archiviazione il giudice costituzionale Augusto Barbera continua ad essere attaccato dai media. Entrando nel merito il gip del Tribunale di Roma ha accolto la richiesta di archiviazione per il giudice costituzionale, indagato per corruzione nell’ambito di un’inchiesta su presunti illeciti legati a concorsi universitari nell’ambito dei quali sarebbero intervenuti aiuti vicendevoli per sostenere i vari candidati.

Le richieste di archiviazione sono state formulate dal procuratore aggiunto Paolo Ielo e dal sostituto Giorgio Orano. Barbera era indagato per aver “sponsorizzato” un candidato, Federico Pizzetti, figlio dell’ex garante per la privacy Franco, ad un concorso per titoli all’Università Europea Legionari di Cristo. Il nome di Augusto Barbera è stato incluso nell’elenco dei 44 indagati nell’inchiesta sui concorsi a cattedra di diritto costituzionale della tornata 2008-2010, con l’accusa di falso in atto pubblico per induzione.Il Pubblico Ministero il 5 agosto 2016 ha chiesto la chiusura dell’indagine per intervenuta prescrizione e il Gip l’11 aprile scorso, accogliendo la richiesta del Pm. ha emesso il decreto di archiviazione evidenziando che non risulta alcun contatto o pressione di Augusto Barbera “avente ad oggetto la promessa reciproca e/o lo scambio di voti o di consensi”.

Finisce così un incubo per il giudice costituzionale Barbera. Ha cominciato ad insegnare diritto costituzionale a Catania e a Ferrara per poi proseguire come docente di istituzioni di Diritto pubblico nella Facoltà di Scienze politiche di Bologna. In precedenza ha lavorato come ricercatore in Germania Ovest, a Karlsruhe e Heidelberg, tra il 1967 e il 1969.

È stato direttore della Rivista “Quaderni costituzionali. Rivista italiana di diritto costituzionale”, edita da “Il Mulino”. È inoltre componente del comitato di direzione o del comitato scientifico di diverse altre riviste di settore.

Socio corrispondente della Società geografica italiana, nominato per “alti meriti nello studio della dimensione territoriale delle politiche istituzionali”, è stato anche Vicepresidente del Consiglio di presidenza della giustizia amministrativa per il quadriennio 2001-2005, organo di autogoverno dei magistrati amministrativi.

Ha fatto parte di diverse Commissioni presso Regioni e presso vari Ministeri. Nel 1999 è stato Presidente della Commissione, istituita presso il Ministero dell’Interno, per l’elaborazione del Testo unico delle leggi sulle autonomie locali. È stato Presidente dell’ISLE, Istituto italiano di studi legislativi nonché componente il consiglio scientifico della Scuola di scienza e tecnica della legislazione costituita presso il medesimo Istituto.

Fra il 1976 e il 1994 è stato parlamentare, eletto alla Camera dei deputati, nelle liste del PCI e del PDS. Dal 1987 al 1992 è stato Presidente della Commissione parlamentare per le questioni regionali, nonché, dal 1992, Vicepresidente della Commissione bicamerale per le riforme istituzionali. Nell’aprile 1993 è stato nominato Ministro per i Rapporti con il Parlamento nel Governo Ciampi, dal quale si è dimesso dopo l’uscita dal Governo dei Ministri della Sinistra, a causa della mancata concessione, da parte del Parlamento, dell’autorizzazione a procedere nei confronti di Bettino Craxi. È stato fra i promotori dei referendum elettorali del 1991, del 1993 e del 1999. Attualmente aderisce al Partito Democratico.

Ha pubblicato 22 volumi (alcuni frutto di lavori collettivi) e più di 400 saggi, note a sentenze, relazioni o interventi a convegni in tema di fonti del diritto, libertà fondamentali, ordinamento regionale e locale, amministrazioni indipendenti, forme di governo e sistemi elettorali, storia costituzionale.

Ha scritto numerosissime pubblicazioni di settore, tra cui un celebre trattato di diritto pubblico insieme a Giuliano Amato. Il 16 dicembre 2015 è stato eletto giudice costituzionale dal Parlamento in seduta comune, con 581 voti su un quorum di 571, su indicazione del Partito Democratico, al trentaduesimo scrutinio complessivo insieme a Franco Modugno e Giulio Prosperetti, sostenuti rispettivamente dal Movimento 5 stelle e da Area Popolare, a seguito di un accordo politico fra i tre partiti.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

WP Facebook Auto Publish Powered By : XYZScripts.com