Prima conferenza stampa di Donald Trump

I presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha tenuto ieri la prima lunga conferenza stampa del suo mandato, ed è stato uno spettacolo senza precedenti nella storia americana per il tono utilizzato.  La conferenza stampa era stata indetta per presentare Alexander Acosta, che Trump ha scelto come candidato a segretario del Lavoro dopo che il precedente candidato, Andy Puzder, si era ritirato tra le polemiche per aver assunto un’immigrata irregolare come colf e per le accuse di violenza domestica rivoltegli da sua moglie durante una causa di divorzio.

Trump  ha confermato che la Casa Bianca non farà un nuovo ricorso sul contestato ‘muslim ban’ il divieto di ingresso nel paese per chi viene da sette paesi a maggioranza musulmana, dall’implementazione caotica e giudicato illegittimo da vari tribunali federali, ma approverà un nuovo ordine esecutivo che lo sostituisca.

Inoltre Trump ha detto di essere arrivato alla ‘fase finale’ dell’abolizione della riforma sanitaria.  In realtà il Congresso non ha ancora cominciato a occuparsene,  e  un piano sostitutivo sarà presentato all’inizio di marzo.

Trump ha criticato moltissimo i giornali e i giornalisti ma contraddicendosi più volte, come vedremo tra poco; lasciando intendere che la stampa non dovrebbe criticarlo perché lui ha vinto le elezioni, e questo fa sì che abbia ragione.

 

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Trump ha detto più volte che le notizie sul ruolo e l’influenza della Russia in campagna elettorale, sui rapporti del suo comitato elettorale con il governo russo e sui contatti con l’ambasciatore russo che hanno portato Michael Flynn alle dimissioni da consigliere sono false; allo stesso tempo ha detto che i giornali che hanno scritto queste cose hanno pubblicato informazioni riservate e per questo vanno puniti. Più volte i giornalisti, anche piuttosto sbalorditi,  hanno chiesto a Trump di chiarire questa contraddizione, senza riuscirci.

Trump ha detto di essere stato lui a chiedere le dimissioni di Flynn,  che aveva discusso delle sanzioni con l’ambasciatore russo prima dell’insediamento di Trump, e poi aveva mentito su questo alla stampa, all’FBI e al vicepresidente Pence, ma allo stesso tempo ha detto che Flynn è una persona meravigliosa che non ha fatto niente di male, e che si è dimesso per colpa della stampa.

Trump ha detto di non essere stato lui a dare istruzioni a Flynn di parlare con i russi e promettergli che le sanzioni sarebbero state rimosse, ma che Flynn stava solo facendo il suo lavoro e lui lo avrebbe tranquillamente autorizzato. Il problema di Flynn, dice Trump, è che ha mentito al vicepresidente Pence.

3.
Parlando della Russia, Trump ha detto: ‘Noi siamo un paese molto potente e loro pure. Sono stato informato. Posso dirvi una cosa sui miei briefing, una cosa che posso dirvi perché può dirlo davvero chiunque, l’Olocausto nucleare sarebbe come nessun altro. Loro sono una grande potenza nucleare e noi pure. Se abbiamo un buon rapporto con la Russia, credetemi, è una cosa buona, non una cosa cattiva’

La presidenza di Donald Trump è destinata a durare, nonostante la guerra mediatica scatenata contro il presidente Usa, e culminata al momento nelle dimissioni del consigliere per la sicurezza nazionale.  Trump,  senza giri di parole,  accusa Fbi e 007 di passare alla stampa informazioni riservate al solo scopo di screditare la sua amministrazione, tesi  verosimile e riconducibile  alla annunciata riduzione che la sua amministrazione vuole attuare rispetto alla ‘crescita eccessiva’ degli apparti di intelligence avvenuta dopo l’11 settembre 2001. Un altro  motivo sarebbe invece legato alla politica estera della nuova amministrazione che punta a un nuovo asse con Mosca. Trump vuole un accordo con la Russia per respingere la Cina e le sue mire espansionistiche. Il successo dell’amministrazione  si misurerà sull’economia, sulla realizzazione del progetto ‘Rebuild America’,  un piano da 1,3 trilioni di dollari al quale sta lavorando ‘la squadra principale’ di Trump per costruire e ammodernare le infrastrutture Usa. Il piano è il cuore della  amministrazione di Trump. Ritornando a Flynn il viceammiraglio Robert Harward, scelto dal presidente americano  come consigliere per la Sicurezza nazionale al posto del dimissionato Flynn, avrebbe declinato l’offerta. Un possibile motivo sarebbe legato al fatto che Harward aveva posto come condizione quella di portarsi il suo team. In particolare Harward si sarebbe rifiutato di tenere il vice di Flynn, K.T.McFarland, cui Trump aveva promesso di conservare il posto, e dopo un giorno di braccio di ferro avrebbe preferito rinunciare. Ex Navy Seal, Harward, 60 anni, ha servito come vice del commando centrale Usa sotto l’attuale capo del Pentagono, James Mattis, di cui era considerato un amico e alleato. In precedenza era stato vice comandante generale del comando per le operazioni speciali congiunte a Fort Bragg, in North Carolina. Harward aveva guidato truppe sia in Iraq che in Afghanistan per sei anni dopo l’11 settembre. Sotto George W. Bush, aveva fatto parte del National Security Council come direttore strategico e delle politiche anti terrorismo.

  Cocis

 

 

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