Prima assemblea Pd di Letta: ‘Niente ‘big’, delegati e Circoli protagonisti’

 ‘Il Pd esiste, è vivace ed è vivo. Grazie per essere qui un mese dopo l’assemblea che ha dato inizio a una nuova avventura, in linea con il percorso di Nicola Zingaretti, al quale rivolgo anche oggi un saluto affettuoso’, ha detto Letta all’inizio del suo discorso che ha tracciato le linee guida per il partito del Nazareno.

Il neo-segretario del Pd apre con questa considerazione l’assemblea democratica, commentando i risultati del dibattito nei circoli sul ‘vademecum’ da lui proposto: ‘Il vademecum ha dimostrato che il Pd esiste, è vivace, è vivo. Abbiamo visto che il metodo partecipativo è possibile, si può applicare. Il rapporto tra il centro e la base – non deve essere di controllo, dal centro verso la base, ma di ascolto e protagonismo. Insisterò molto sul concetto di intelligenza collettiva. L’obiettivo è un nuovo centrosinistra che dialoga con il Movimento 5 Stelle. Le elezioni amministrative – ha aggiunto nel suo intervento – saranno un primo test per le alleanze, un primo passaggio perché siamo in una fase di costruzione di un percorso per arriverà a una alleanza alle elezioni politiche con un nuovo centrosinistra che ruota attorno a noi e che dialoga con M5s. Con le forze politiche che hanno appoggiato il Conte 2 c’è una condivisione maggiore.

Dobbiamo pensare a una ripartenza che lasci il segno, io vorrei proporre al governo, alle parti sociali, ai partiti, che si faccia un grande patto per la ricostruzione del nostro Paese, con tutti i rappresentanti dei lavoratori, delle imprese, delle pmi, facciamo fra le forze politiche che sostengono il governo Draghi e Draghi avrà la forza di farne un patto europeo che sta dentro il next generation Eu.

Bisogna fare come Ciampi nel 1993, una svolta che ci mise in grado di fare grandi scelte, per la tenuta dei conti pubblici, la riduzione del debito, per la tenuta del Paese.

Si aprirà un semestre di lavoro, dal primo luglio al 31 dicembre: sarà un semestre di lavoro bello e intenso dal quale vorrei che uscisse la risposta alla mia provocazione: non serve un nuovo segretario ma un nuovo partito.

Uno dei temi su cui avevo puntato, quello del voto ai sedicenni, è molto divisivo. lo so, io sono convinto della sua importanza, ma è importante sapere che sui temi, quando sono divisivi, va fatto un grosso lavoro per capire come venire incontro alle criticità che vengono segnalate.

Mi è stato chiesto: Ti sei pentito? Dopo questo mese sono ancora convinto della scelta che ho fatto di impegnarmi in questa straordinaria avventura collettiva.

Ai risultati della consultazione dei circoli attorno al vademecum do una grandissima importanza e hanno ampiamento superato le nostre aspettative.

Non si vincono le elezioni con una costosa squadra di comunicazione, meglio se americana, ma se abbiamo centomila militanti, testimoni che sul territorio convincono gli italiani. Le elezioni non le vinceremo l’ultimo mese con dei messaggi ben articolati, ma se in questi due anni faremo questo lavoro e se queste centomila persone saranno testimoni e protagonisti dell’elaborazione delle nostre idee.

Sul tema della cittadinanza italiana a Patrick Zaki il Parlamento ha dato un gesto importante con l’unanimità, chiediamo al governo di dare seguito a quella decisione del Parlamento, sulla cittadinanza italiana a Patrick Zaki. Mando un saluto affettuoso ai genitori di Giulio Regeni.

Sulle amministrative, non siamo un partito che decide i candidati da Roma, perché credo nella forza dei territori, il rispetto delle scelte e l’aiuto ai territori, con la possibilità di usare uno strumento che mi piace, quello delle primarie, per rendere più forte la scelta, con la duttilità necessaria, quando è ritenuto necessario dai territori”.

Le amministrative saranno un primo test di avvicinamento alle alleanze che poi costruiremo. Sul tema delle alleanze siamo in fase di costruzione di un percorso, l’obiettivo finale è arrivare alla politiche con un nuovo centrosinistra, guidato da noi, che dialoga con il M5s. E devo dire che sono contento del lavoro di questo mese in cui ho incontrato soggetti politici e sociali interessati a lavorare con noi.

Il decreto imprese lavoro e professioni è fondamentale oggi. La scelta di dire sì alle riaperture ma in sicurezza ha fatto sì che ‘possano respirare molte attività economiche e commerciali che hanno vissuto una fase di difficoltà’. Aiutare questi soggetti vuol dire intervenire con le perdite e aiutarli sul tema dei costi fissi, aiutando soprattutto le pmi.

Fatemi dare un segnale di forte sostegno al Ministro Roberto Speranza, credo che stia facendo un grande lavoro. Dobbiamo continuare la campagna di vaccinazione con impegno massimo, voglio salutare qui la scelta che il Governo ha fatto sulla vaccinazione sui luoghi di lavoro, dobbiamo dare atto dell’impegno anche delle aziende.

Oltre 5 ore di dibattito, 57 interventi, qualche parlamentare, nessun ‘big’ (con la sola eccezione di Andrea Orlando). Alla prima, vera, riunione dell’Assemblea del Partito democratico dopo l’elezione di Enrico Letta, protagonisti assoluti sono stati i delegati, i territori, i Circoli. Non più relegati al ruolo di comparse, unici a spartirsi i 5 minuti concessi dalla presidenza per parlare ‘da remoto’.

‘E’ la prima Assemblea che seguo dopo 8 anni, ho provato la più bella sensazione che potessi avere’, ha ammesso lo stesso segretario alla fine. Non è stato un format venuto fuori a caso, ma un segnale forte che Letta ha voluto dare per la costruzione di quel partito con “intelligenza collettiva” che, come ha detto lui stesso, renderà il Pd ‘vincente’ in futuro. Del resto, al primo punto dell’Odg dell’Assemblea c’erano i risultati del vademecum spedito a fine marzo a 3mila circoli e a cui hanno risposto quasi 40mila iscritti.

E allora, via dalla scaletta degli interventi i capi gruppo (solo il capo delegazione a Bruxelles Brando Benifei ha preso la parola), i ministri, i presidenti di Commissione, i governatori, i capi corrente, i sindaci (Falcomatà e Leoluca Orlando l’eccezione), i ‘big’. Largo ai militanti che hanno risposto al vademecum. Come Alessandra Pedersoli, di Modena: “Ho il Covid!”, ha esordito prima di invocare una Scuola di formazione per i giovani. Da salotti, cucine, tinelli di casa (Caterina Biti, vice presidente dei senatori dem, ha postato la foto del suo ferro da stiro piazzato davanti al computer acceso sui lavori) e con wi-fi a volte traballanti, nessuno dei delegati ha buttato via i ‘suoi’ 5 minuti. Ognuno a modo suo.

Circa Redazione

Riprova

Coronavirus, 8292 contagi, 139 decessi

Nelle ultime 24 ore in Italia si sono registrati 8.292 nuovi casi di coronavirus a fronte …

WP2Social Auto Publish Powered By : XYZScripts.com