Presidenzialismo e Giorgia Meloni: ‘Si apre alla Camera il confronto costuituzionale’

L’appuntamento è già fissato per martedì prossimo nella commissione Affari Costituzionali della Camera. Sarà infatti in quella sede che prenderà il via il confronto sul ddl costituzionale sul presidenzialismo, prima firmataria Giorgia Meloni. Una votazione ad alto impatto politico che, come rileva il Messaggero, servirà a testare la compattezza del centrodestra su uno dei suoi più antichi cavalli di battaglia. E, conseguentemente, per verificare lo stato di salute della maggioranza di governo su un tema fondamentale quale appunto la riforma presidenzialista. Nel merito, il ddl di Fratelli d’Italia sagoma un modello ricalcato più sull’esperienza francese che su quell’americana.

In quest’ultimo caso, com’è noto, nella figura del presidente capo dello Stato e capo del governo coincidono. Nel modello francese, invece, tale coincidenza è mitigata dalla presenza di un presidente del Consiglio, seppur dai poteri molto limitati. Il tema si pone solo in presenza della cosiddetta cohabitation, fenomeno che si palesa quando capo dello Stato e capo del governo provengono da schieramenti opposti. Fu anche per limitarlo che Jacques Chirac ridusse anni fa da 7 a 5 gli anni del mandato presidenziale. Ma torniamo al ddl a firma Meloni: il termine per la presentazione degli emendamenti è scaduto. La Lega ne ha presentati quattro.

Il partito di Salvini ha tenuto però a specificare che si tratta di modifiche non sostanziali ma di mero «miglioramento» del testo. Forza Italia, attraverso il capogruppo in Commissione Carlo Sarro ha parlato invece di «sostanziale condivisione». Ammontano invece ad una quarantina le proposte di modifica degli ex-grillini di Alternativa. Il testo della Meloni non incide sugli obiettivi di governo prefissati da Mario Draghi. Ma la sinistra (Pd, M5S e Iv non hanno presentato emendamenti) lo teme perché può segnare il ricompattamento del centrodestra dopo settimane di incomprensioni sorte all’indomani della rielezione di Mattarella al Quirinale. Com’è noto, Letta e compagni non fanno mistero di puntare ad una “maggioranza Ursula” sganciando Forza Italia dal centrodestra. La mossa della Meloni, ora, potrebbe vanificare tale obiettivo.

Sono già più di 35mila gli italiani che hanno firmato la proposta di legge di iniziativa popolare lanciata da FdI sul presidenzialismo «per dare ai cittadini la possibilità di scegliere il Capo dello Stato». A darne notizia è stata Giorgia Meloni con un post sui social.

Con questa iniziativa «Fratelli d’Italia vuole dare più potere agli italiani» si legge sulla pagina della raccolta firme certificata attraverso lo Spid, dunque in tutto e per tutto valida, come la raccolta ai banchetti, per la presentazione nelle sedi deputate.

«Penso sia ora passare dalle parole ai fatti», ha spiegato Meloni, sottolineando che l’approdo in Aula sarà il momento in cui «vedremo come si comporteranno le forze politiche al di là dei proclami». «Capiremo in Aula chi vuole davvero innovare l’Italia e chi preferisce difendere lo status quo, chi vuol far entrare l’Italia nella terza Repubblica e chi lavora per tornare nella prima, magari restaurando un sistema proporzionale», ha detto ancora la leader di FdI, tornando su questa battaglia storica della destra italiana anche in occasione del ricordo di Pinuccio Tatarella, che del presidenzialismo fu grandissimo sostenitore.

«Noi – ha aggiunto – vogliamo fare la madre di tutte le riforme. Con il presidenzialismo i cittadini di scelgono direttamente il capo dello Stato, hanno una garanzia di stabilità, conoscono chi li governerà la sera in cui votano. Significa – ha concluso la leader di FdI – uscire dalla palude di certa democrazia parlamentare con le maggioranze che cambiamo continuamente».

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