Martedì 10 marzo 2026, alle 11.00, presso l’Aula Magna della
LUMSA a Palermo, sarà presentato il Protocollo d’intesa stipulato tra il Dipartimento di
Giurisprudenza, Economia e Comunicazione (GEC) dell’Università LUMSA – sede di
Palermo, la Procura Generale della Repubblica presso la Corte di Appello di Palermo e la
Procura della Repubblica presso il Tribunale di Marsala.
All’incontro prenderanno parte il Rettore della LUMSA, prof. Francesco Bonini, e il
Presidente della Corte di Appello di Palermo, Antonio Balsamo.
Interverranno la Procuratrice generale presso la Corte di Appello, Lia Sava, il Procuratore
della Repubblica presso il Tribunale di Marsala, Fernando Asaro, e i professori Antonino
Pulvirenti e Angelo Mangione, ordinari rispettivamente di diritto processuale penale e di
diritto penale presso la LUMSA.
Il protocollo avvia una collaborazione culturale e scientifica finalizzata all’acquisizione e
all’analisi di dati giudiziari, debitamente anonimizzati, utili allo studio del sistema penale,
sostanziale e processuale. L’obiettivo è creare un osservatorio permanente sull’attività
giudiziaria nel suo concreto divenire, con particolare attenzione al miglioramento
dell’efficienza organizzativa degli Uffici giudiziari e al monitoraggio dell’effettiva applicazione
delle norme.
Sul piano operativo, è previsto che con ogni sei mesi le parti individuino un istituto giuridico
da sottoporre a osservazione e analisi statistica. Sulla base dei dati raccolti, si procederà a
una valutazione del suo funzionamento e alla elaborazione di possibili soluzioni migliorative.
Le attività saranno svolte da due gruppi di lavoro composti da docenti, magistrati, ricercatori,
dottorandi, laureandi e funzionari amministrativi, che opereranno in sinergia condividendo
raccolta ed elaborazione dei dati. Responsabili scientifici dell’iniziativa sono i professori
Antonino Pulvirenti e Angelo Mangione per il gruppo LUMSA, Lia Sava e Fernando Asaro
per il gruppo delle magistrature coinvolte.
Al termine di ciascun semestre, i risultati dell’attività di studio saranno resi pubblici attraverso
convegni, pubblicazioni scientifiche o altre iniziative di divulgazione, così da renderli fruibili
alla comunità accademica, forense e istituzionale.
Il progetto, nato da un’idea del professore Antonino Pulvirenti coinvolge attualmente due
Uffici giudiziari, ma resta aperto all’adesione di ulteriori realtà giudiziarie siciliane.
L’ampliamento del campo di osservazione consentirà di rafforzare la validità scientifica dei
risultati e di offrire un contributo autorevole alla riflessione de iure condendo su scala più
ampia.
“L’iniziativa intende così consolidare un ponte stabile e virtuoso tra il sapere universitario e il
diritto vivente, nella convinzione che l’analisi empirica e lo studio “sul campo” degli istituti
giuridici rappresentino una condizione imprescindibile per valutarne l’effettiva funzionalità e
per promuovere soluzioni normative socialmente spendibili”, spiega Pulvirenti.
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