Firmata dal Pontefice lo scorso 15 maggio, giorno del 135esimo anniversario della promulgazione della Rerum Novarum di Leone XIII. Guerra, eutanasia e aborto, famiglia, lavoro e uso responsabile dell’intelligenza artificiale. Sono questi gli argomenti principali trattati da Papa Leone XIV alla presentazione della sua enciclica “Magnifica Humanitas” in Vaticano. Non è mancata anche una particolare attenzione alla dottrina sociale della Chiesa. «Il cristiano non è un semplice filantropo ma una persona compassionevole che ama disinteressatamente e cerca attivamente il benessere integrale degli altri», spiega il pontefice. «Dare spazio, nell’informazione e nell’educazione, allo sguardo e alla voce delle vittime aiuta a diventare realmente consapevoli dell’abisso del male racchiuso nella guerra e, in generale, in ogni violenza. A non volgere lo sguardo altrove quando avviene un oltraggio alla dignità umana».
In sostanza, l’attenzione verso la maggioranza delle voci che desiderano la pace «alimenta la convinzione che, al di là di minoranze violente, l’umanità non desidera la guerra». Inoltre, il pontefice insiste sull’importanza della diplomazia: «A livello politico, è urgente passare dalla ‘cultura della potenza’ a un’autentica ‘cultura del negoziato’, in cui il dialogo e le relazioni diplomatiche diventino via ordinaria per affrontare i conflitti, come auspicava Giorgio La Pira: La consapevolezza di un destino comune dei popoli chiede che la cultura del negoziato diventi sempre più un impegno condiviso, politico e culturale, capace di allontanare gradualmente l’umanità dalla spirale della violenza». Dunque, «passerà alla storia chi seminerà pace, non chi mieterà vittime; perché gli altri non sono anzitutto nemici, ma esseri umani: non cattivi da odiare, ma persone con cui parlare».
Ci sono guerre in cui «non è giusto rimanere neutrali e non basta ritenere di “non essere complici”. Quando siamo davanti a bombardamenti su civili, ad attacchi contro ospedali, scuole o infrastrutture vitali, a violenze che colpiscono bambini, ci troviamo davanti a scandali che feriscono l’umanità stessa». Peraltro, tra i moniti di Leone XIV c’è il superamento della teoria della «guerra giusta», oltre ai pericoli comportati dall’evoluzione degli arsenali nucleari, che fanno sembrare «il ricorso a tali ordigni come una possibilità sempre meno remota».
Questi problemi – aggiunge papa Leone – sono frutto di un falso pragmatismo che «invita a recidere le radici della memoria». Dal momento che «viviamo in un tempo di notevole cecità spirituale e culturale», è importante ricordare che «la qualità di una civiltà si misura non dalla potenza dei suoi mezzi, ma dalla cura che sa offrire, dalla capacità di riconoscere l’altro come volto e non come funzione». Inaccettabile e immorale, quindi, «qualsiasi tentativo o progetto di eliminare o sottomettere una nazione».
Grande attenzione è riservata nell’enciclica al tema dell’intelligenza artificiale. «Abbiamo il dovere urgente di restare profondamente umani, custodendo con amore quella magnifica umanità che ci è stata donata e mostrata nella sua pienezza in Cristo, e che nessuna macchina potrà mai sostituire nel suo splendore». Dunque, oltre ad evitare il concetto di «guerra giusta», è necessario «disarmare l’Ia». Bisogna quindi padroneggiare l’innovazione «per sottrarla alla logica della competizione militare, economica e cognitiva. Per rompere l’equivalenza tra potenza tecnica e diritto di governare; per sottrarla ai monopoli e impedirle di dominare l’umano». Contrariamente ai benefici dell’Ia che vengono pubblicizzati, insiste Prevost, «gli attuali approcci alla tecnologia possono paradossalmente dequalificare i lavoratori, sottoporli a una sorveglianza automatizzata e relegarli a funzioni rigide e ripetitive.
Lavoro, difesa della famiglia e parità di diritti
Oltre all’omaggio ai ‘martiri del quotidiano, tra cui medici, infermieri, volontari’, Leone XIV si è concentrato sull’importanza dell’occupazione per una società. «Il lavoro resta una dimensione fondamentale dell’esperienza umana: non soltanto mezzo di sostentamento, ma luogo di espressione, di relazioni, di contributo alla comunità». Così come la famiglia, che «rimane un bene sociale primario. Fondata sull’unione stabile tra un uomo e una donna, è il primo ambiente in cui ognuno sviluppa le proprie potenzialità, prende coscienza della propria dignità e impara le prime forme di verità e di bontà, interiorizzando abitudini che preparano alla vita sociale».
Quest’ultima rappresenta la «prima società naturale, dotata di diritti originari» e «la cellula fondamentale e insostituibile di ogni organizzazione comunitaria». Poi ha trattato il tema dell’uguaglianza tra i generi, ricordando che «rimane ancora molta strada da fare perché, in tutto il mondo, siano davvero garantiti in modo uguale i diritti di una grande parte, cioè delle donne».
Il valore della vita: contro aborto ed eutanasia
Il valore della vita resta uno dei capisaldi più importanti per la dottrina ecclesiastica. «Il primo diritto umano è il diritto alla vita, dal concepimento alla sua conclusione naturale, senza il quale è impossibile esercitare qualsiasi altro diritto. Quando questo diritto fondamentale viene negato – dice il pontefice – come accade nell’aborto provocato, nell’uccisione di innocenti e nell’eutanasia, ci si trova davanti a scelte che la Chiesa giudica gravemente illecite».
La tutela dei diritti umani come stella polare
Infine un passaggio sulla tutela dei diritti umani, che oggi esposta a due rischi. «Il primo è quello di una loro dichiarazione puramente formale, mentre, insieme al progresso tecnologico, avanzano in modo dissimulato o evidente violazioni della dignità umana». Il secondo «è quello di non poter più riconoscere il fondamento della loro universalità, perché si è rinunciato alla ricerca dei fondamenti più solidi che stanno alla base delle nostre scelte e delle nostre leggi».
La presentazione dell’enciclica ha simboleggiato una giornata storica per i deputati e gli europarlamentari di destra. Come ha spiegato il vicepresidente della Camera, Fabio Rampelli, le affermazioni di «Papa Leone parlano al cuore e confermano il ruolo centrale della Chiesa nel presidio dei nostri valori»
La presentazione dell’enciclica di Papa Leone ha catturato l’attenzione degli esponenti di Fratelli d’Italia e del governo, che hanno sottolineato l’importanza dell’evento dal punto di vista etico e sociale. Come ha spiegato il vicepresidente della Camera, Fabio Rampelli, le affermazioni del pontefice «sono per noi dense di significato e di importanza. Parlano al cuore e confermano il ruolo centrale della Chiesa nel presidio dei valori su cui si è fondata la nostra civiltà. Forte è stato anche il richiamo alla responsabilità genitoriale e alla necessità di porle al centro dell’azione politica. Un incoraggiamento indirizzato a governo e Parlamento per proseguire il lavoro teso ad aiutare le famiglie nel proibitivo compito di gestire il rapporto dei minori con il mondo digitale».
Il vicepresidente della Camera, riferendosi alle raccomandazioni del pontefice, ha ricordato che «la certificazione anagrafica è la reale possibilità di proteggere i minori di 14 anni dall’assalto dei social e dall’imboscata tesa dalla realtà virtuale, a volte idilliaca quanto ingannevole altre mortifera e potenzialmente plagiante. Garantire l’incolumità mentale, cognitiva e psicologica dei nostri figli è interesse della comunità nazionale che oggi si trova disorientata e spaventata da questo formidabile potere di manipolazione».
«Accolgo con viva attenzione la prima lettera enciclica di Papa Leone XIV, magnifica humanitas, dedicata alla custodia della persona umana nel tempo dell’intelligenza artificiale»’. Così in una nota il ministro del Lavoro, Marina Calderone. “L’innovazione tecnologica deve sempre restare al servizio dell’uomo, della sua dignità e del bene comune, senza mai trasformarsi in uno strumento di disumanizzazione o di emarginazione sociale. È un monito che sentiamo fortemente nostro e che guida l’azione del ministero». aggiunge.
Anche il deputato Massimo Milani ha evidenziato che le tecnologie «devono essere al servizio dell’uomo, e non il contrario come spesso accade. Nell’era digitale il Pontefice ci illumina a preservare e custodire una magnifica umanità affrontando la sfida epocale dell’intelligenza artificiale, sempre avendo a mente di non trascurare o svilire l’esistenza umana».
Ecr: «Una giornata storica»
«È stata una giornata storica, che ci riempie di orgoglio per la quale ringraziamo il Santo Padre. Non è un caso che sia stato scelto l’intergruppo per la Demografia come il primo della storia accolto dal Santo Padre – ha sottolineato l’eurodeputato Paolo Inselvini -. Abbiamo dato un messaggio di unità sui temi della demografia e della famiglia con la presenza delle più alte cariche sul tema, evidenziando l’importanza di tutelare la dignità della Vita in tutte le sue fasi. Questo segna quelle che per il Papa e per la Chiesa devono essere le priorità assolute per le istituzioni e per l’Europa intera».
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