Prescrizione e Anm: ‘Su Lodo Conte polemica pretestuosa’

Quella sul Lodo Conte sulla prescrizione è una “polemica pretestuosa”. Lo ha detto il presidente dell’ Anm Luca Poniz intervistato da Radio Anch’io. “Distinguere la posizione del condannato e dell’ assolto è saggissimo – ha aggiunto il presidente dell’Anm -. Non capisco perché dovrebbe essere incostituzionale”

 L’intesa non c’è, la maggioranza fibrilla. Si cercava “piena condivisione” per portare giovedì in Consiglio dei ministri la riforma del processo penale e della prescrizione. E invece arriva una nuova fumata nera. Chiude Italia viva: la soluzione proposta del premier Giuseppe Conte di fermare la prescrizione solo per i condannati “è incostituzionale”, dice tranchant Matteo Renzi.

E anche se Lucia Annibali, uscendo da Palazzo Chigi dopo un vertice di maggioranza lungo tre ore, apre uno spiraglio, è difficile che una soluzione arrivi prima che siano chiuse le urne in Emilia Romagna. Il tempo stringe: martedì in Aula alla Camera si vota la proposta di Fi per cancellare la riforma Bonafede sulla prescrizione. Se Iv vota con gli azzurri, attacca Nicola Zingaretti, rischia di “sfasciare la maggioranza”. Ma è proprio quello il timore di molti Dem: che se Bonaccini sarà sconfitto, Iv apra il redde rationem, a partire dalla giustizia. “C’è una maggioranza da tutelare”, dichiara Zingaretti dal salotto di Porta a porta e invita perciò Renzi a non votare con Italia viva per bloccare la prescrizione ma anche Luigi Di Maio a non “farne una bandierina”.

Conte sperava di ottenere di più: da Firenze confidava che si potesse “finalmente” trovare “piena condivisione” sulla bozza di riforma elaborata dal ministro Alfonso Bonafede e inviata ai partiti di maggioranza prima di sedersi al tavolo. Un testo di 35 articoli per una riforma complessiva che mira a dare tempi certi a ogni grado di giudizio con l’obiettivo di chiudere in 3 o massimo 4 anni, abbreviare le indagini preliminari, riformare la composizione e il metodo di elezione del Csm, fermare il ritorno ai ruoli giudicanti per i magistrati che siano passati alla politica.

Tra le proposte c’è quella di far correre la prescrizione, senza alcuna sospensione, per chi sia assolto e bloccarla per i condannati ma solo temporaneamente, a condizione che poi la condanna sia confermata in appello.

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