Prato, crea setta per abusare di adepti anche minori: indagato studente

Nell’ambito di un’inchiesta su una presunta setta satanica a Prato, condotta dalla squadra mobile della questura di Firenze e coordinata dal pm della direzione distrettuale antimafia del capoluogo toscano, Angela Pietroiusti, è stata perquisita l’abitazione di uno studente universitario pratese. Ne dà notizia questa mattina il quotidiano La Nazione, spiegando che il giovane, secondo quanto scritto nel decreto di perquisizione, si sarebbe posto a capo di una setta satanica “da lui appositamente costituita al fine di ottenere da ogni componente la cieca obbedienza e la totale accondiscendenza a qualunque sua richiesta”, anche di natura sessuale. Quattro le vittime, stando alle indagini e alle denunce: tre ragazzi, di cui due minori di 18 anni, e una ragazza, che con inganni, violenze e minacce sarebbero stati costretti ad avere rapporti sessuali con lui.L’indagine è stata avviata dopo che una mamma, insospettita e preoccupata per il repentino cambiamento dei suoi due giovani figli, si è rivolta all’osservatorio nazionale abusi psicologici. Dalle denunce dei “fuoriusciti”, secondo quanto riporta La Nazione, sono stati identificati anche i luoghi in cui si riuniva la setta: le case libere dei nonni, oppure il parco di Galceti o di Galciana a Prato, o un cinema multisala, mentre i rapporti sessuali sarebbero avvenuti nell’auto del giovane studente universitario.

Dalle indagini sarebbe emerso che il presunto capo della setta, per il quale vengono ipotizzati i reati di riduzione in schiavitù e violenza sessuale, si presentava come un ‘diavolo-vampiro’, con poteri sovrannaturali, plagiando ragazzi e ragazze, spesso ancora minorenni, portati alla “cieca obbedienza e totale accondiscendenza”, come scritto nel decreto di perquisizione, con la promessa di realizzare i propri desideri, e poi spinti a partecipare a rituali esoterici e a subire abusi sessuali.Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, tutto iniziava con i primi approcci sui social e sulle chat di Whatsapp, e il presunto leader faceva credere ai giovani di essere dei ‘prescelti’ che nelle vite precedenti avevano avuto un’altra identità (Amon, Atena, Banshee, Lilith, Le Sette Furie), e che avrebbero dovuto salvare il mondo. Li legava a sé attraverso un patto di totale obbedienza, ricorrendo a dozzinali trucchi di magia per persuaderli dei propri poteri o a messinscene come fingere di farsi uccidere da due complici per poi resuscitare. Al ‘classico’ immaginario esoterico, univa suggestioni cinematografiche di facile presa sugli adolescenti, come vampiri e lupi mannari. I rituali terminavano quasi sempre con lo ‘sblocco sessuale’, con cui i membri della setta venivano spinti ad avere rapporti omosessuali. Le perquisizioni sono state eseguite, oltre che nell’abitazione del presunto leader della setta, anche a casa di alcuni adepti maggiorenni.

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