Porto Cagliari: gruppo Grendi pronto a raddoppiare investimento

Il gruppo Grendi e’ pronto a raddoppiare l’investimento sul porto industriale di Cagliari. “Il volano del trasporto nave-terminal-magazzino si e’ rivelato vincente, e’ un modello che funziona”, ha spiegato l’ad di ‘M.A. Grendi dal 1828′, Costanza Musso, in occasione dell’inaugurazione del magazzino di deposito e distribuzione di Barilla, di cui la compagnia di trasporti marittimi e’ nuovo partner logistico per lo stoccaggio e la distribuzione in Sardegna. “Grendi e’ pronta a raddoppiare il magazzino: ha gia’ richieste in questo senso dai suoi clienti e sta studiando un progetto che prevede di costruire un nuovo deposito a Cagliari, aggiungere una nave e aumentare l’occupazione di altre 100 persone a magazzino realizzato”. Per realizzarlo, pero’, occorrera’ superare il problema dell’assenza di autorizzazione paesaggistica nell’intera area del Porto Canale. Grendi, presente dal 1936 in Sardegna con 250 occupati (incluso l’indotto) nelle sedi di Cagliari e Sassari, e’ subentrata all’operatore logistico Number, 1 cui Barilla si era affidata prima nell’isola, che si serviva di un magazzino a Villacidro. Nei primi cinque mesi dal nuovo incarico, la compagnia di trasporti marittimi ha assunto direttamente la gestione del sito di Villacidro, di cui ha assorbito tutto il personale, anche quello indiretto. Dai primi di marzo le scorte di prodotto e tutte le attivita’ sono state trasferite al Porto Canale di Cagliari. In un fine settimana sono stati trasportati e posizionati 3 mila pallet di prodotto con 30 automezzi, 40 persone di magazzino e l’intero team di gestione trasporti e amministrazione della sede Grendi di Cagliari. La compagnia, che conta 100 dipendenti diretti e un fatturato consolidato di 45 milioni di euro, collega il capoluogo sardo con Marina di Carrara con navi solo merci.

“La costruzione del primo magazzino Grendi nel porto di Cagliari non e’ stata semplice”, ha ricordato Antonio musso, ad di Grendi Trasporti marittimi. “Anche a causa di importanti rallentamenti burocratici, ci sono voluti 5 anni, dall’acquisto del terreno, prima di vedere l’effettiva avviamento dell’attivita’. Anche per la costruzione del secondo magazzino nell’area vicina al porto la situazione non si prospetta semplice: sembra che l’intera area del Porto Canale sia priva di autorizzazione paesaggistica per un errore procedurale in fase di costruzione dell’opera, con la conseguenza che, al momento, appare impossibile costruire qualunque edificio. I recenti sviluppi sul progetto dello stadio di Cagliari ci lasciano sperare per il nostro progetto”. “Auspichiamo”, ha concluso Musso, “che ci siano presto le condizioni per garantire tempi definiti agli investitori e piu’ vicini a quelli di altre realta’”.

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