Una elaborazione grafica del progetto definitivo del ponte sullo Stretto di Messina, tratto dal sito www.projectmate.com. Il via libera del cda della Stretto di Messina, presieduto da Giuseppe Zamberletti, su proposta dell'amministratore delegato Pietro Ciucci, ha completato l'iter di approvazione - avviato a metà giugno scorso - del progetto definitivo del ponte sullo Stretto di Messina e dei 40 chilometri di raccordi a terra stradali e ferroviari, comunica una nota della societa'. ANSA/INTERNET-WWW.PROJECTMATE.COM +++EDITORIAL USE ONLY - NO SALES+++

Ponte sullo Stretto, tra harakiri di Giovannini e futuro dell’Europa

Durante la sessione pomeridiana del primo giorno del terzo International Annual Meeting SUDeFUTURI III – (R)INNOVIAMO IL MEZZOGIORNO, organizzato al Castello Ruffo dalla Fondazione Magna Grecia e condotto dai giornalisti Paola Bottero e Alessandro Russo, si è parlato anche del corridoio scandinavo e del ponte sullo Stretto.

Roberto Napoletano, direttore de “Il quotidiano del Sud”, è intervenuto dichiarando: “Oggi con il Pnrr abbiamo un impianto che ha come primo obiettivo la riduzione della disparità territoriale, di genere e generazionale e in tutti e tre gli obiettivi c’è il Mezzogiorno. Quella a disposizione oggi è l’ultima occasione per la comunità meridionale. C’è un solo punto debole nella gestione del Recovery Plan: quello del ponte sullo Stretto, opera che riguarda il futuro dell’Europa e non del solo Sud”.

Marina Tornatola, docente di UNIRC, ha anche sottolineato quanto “l’Università del Mediterraneo sia interessata come comunità scientifica al progetto del collegamento permanente tra Sicilia e Calabria, impegnandosi con specialisti ed eccellenze. Ma ci interessa anche dal punto di vista della sperimentazione e dell’avanzamento della ricerca. Serve una strategia di territorio che non veda solo il ponte, ma una più ampia, con il Sud visto come spazio baricentrico nel Mediterraneo”.

”Ponte, quando un Ministro decide di farsi del male”. E’ questo il titolo dell’articolo pubblicato dal giornalista Ercole Incalza sull’edizione  del Quotidiano del Sud. Le considerazioni prendono spunto dalle parole ovviamente pronunciate da Enrico Giovannini, Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, che ha annunciato nelle scorse settimane il finanziamento di nuovi studi di fattibilità che possano esprimersi su due ipotesi presenti sul tavolo: Ponte a campata unica (ma non il vecchio progetto, attuabile in poco tempo) e il Ponte a tre campate, seppur tenendo in considerazione che non è stata nemmeno esclusa l’opzione zero. Il giornalista definisce le affermazioni di Giovannini “un grave boomerang” perché, con la frase ”il vecchio progetto non è attuabile a causa di una serie di elementi tecnici e finanziari” ha espresso un parere critico su un progetto che, invece, ha ottenuto in passato approvazioni su tutte le verifiche possibili da parte di esperti di altissimo livello professionale e scientifico.

“La cosa grave è che una simile dichiarazione generica e non difendibile è fatta da un livello istituzionale così elevato come quello di un Ministro e genera, automaticamente, delle reazioni che non credo trovino consenziente il Presidente del Consiglio Draghi”, prosegue Ercole Incalza, che poi ribatte anche su un altro punto: “ritengo davvero strano, e qui la responsabilità è di chi ha fornito al Ministro dati poco difendibili, parlare della riduzione di un’ora del tempo del trasbordo dei treni nel transito sullo Stretto; ma ripeto questa, sono sicuro, è solo una leggerezza mediatica”.

Successivamente l’attenzione del giornalista si sposta sul Ministro per il Sud e la Coesione Territoriale Mara Carfagna e sul governatore Nello Musumeci, a cui rivolge due appelli separati: “al Ministro chiedo se sia possibile che un suo collega di Governo possa decidere sulla validità di un progetto condizionando in partenza il lavoro e l’approccio metodologico di uno studio di fattibilità ancora non partito”. E ancora: “chiedo se sia possibile, per un’opera così essenziale quale il collegamento stabile tra Sicilia e l’Europa, continuare ad usare una logica inconcepibile quale quella del ‘non fare’, quella del rinvio sistematico per esaltare al massimo non la crescita ma la decrescita dell’intero Mezzogiorno”. Al presidente Musumeci, invece, il giornalista chiede “se sia possibile che un membro del Governo assuma simili decisioni senza tener conto che nel nostro ordinamento costituzionale esistono anche le Regioni ed in particolare anche le Regioni a statuto speciale, tra cui la Sicilia; ritengo cioè davvero umiliante per il Presidente Musumeci assistere ad un simile comportamento”.

Rivolgendosi al governatore della Regione Siciliana, il giornalista fornisce un consiglio: “nella Conferenza Stato-Regioni, in alcuni particolari momenti decisionali come ad esempio l’esame e l’approvazione del Documento di Economia e Finanza, Lei può denunciare la non condivisione del Documento e bloccarne l’approvazione e, allo stesso tempo, può in quella occasione denunciare il comportamento scorretto di un Ministro della Repubblica che danneggia in modo irreversibile la crescita di una Regione di cui ancora per un anno Lei ricopre il ruolo di Presidente; un danno che l’assenza del ponte genera un costo altissimo, un costo annuale di oltre 6 miliardi di euro sul Pil della Regione”. Ercole Incalza conclude dicendo: “il Ministro Giovannini, mi spiace, ma si è davvero fatto del male perché il suo approccio non è in linea con quello del Presidente del Consiglio Mario Draghi non credo che questa discutibile discrasia possa ancora durare a lungo”.

Al Castello Ruffo in provincia di Calabria, è intervenuto Dario Lo Bosco, presidente Trainose, che ha dichiarato: “Dobbiamo investire nella cultura, nelle professioni e, soprattutto, dare certezza del futuro ai nostri talenti. Si dice no a quest’opera per l’impatto ambientale, ma bisogna capire bene cosa si intende per impatto ambientale. Un’opera come il ponte valorizza l’ambiente. Avere un’infrastruttura che elimini le code agli imbarcaderi, che migliori i tempi della viabilità e la qualità degli spostamenti comporta anche una riduzione dell’inquinamento. Il ponte sullo Stretto è la cerniera strategica di un grande corridoio plurimodale e internazionale e di una grande rete di mobilità”.

Arianna Manzi

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