Ponte sullo Stretto tra Conte: “non è la soluzione per i bisogni del Sud” ed Enzo Bianco,  ex sindaco di Catania al PD: “opera utile. Da Ministro di un Governo di CentroSinistra dissi ok per la prima volta”

Giuseppe Conte, il leader del Movimento 5 Stelle, è in Calabria per sostenere Pasquale Tridico, candidato presidente del centrosinistra unito. Durante i vari eventi dove l’ex premier ha partecipato, non poteva mancante un passaggio sul Ponte sullo Stretto: “credo che la Calabria, e anche la Sicilia, abbiano bisogno di infrastrutture essenziali. Andare a prelevare ed a distrarre risorse e fondi di coesione per inserirle su una singola infrastruttura come il Ponte, non mi sembra che sia la soluzione per i bisogni Sud”.

“Il Mezzogiorno ha bisogno invece di una politica responsabile, che sappia investire e sappia dire tanti sì, ma giusti”, puntualizza Giuseppe Conte.

“L’ex ministro ed ex sindaco di Catania Enzo Bianco, esponente di spicco dell’area progressista, dice sì al Ponte. A conferma che l’opera non è “di destra” o “di sinistra”, ma è un’infrastruttura fondamentale per Sicilia, Calabria e tutto il Paese. Avanti con il Ponte degli Italiani!”

Non c’è stato sempre “no” ideologico al Ponte sullo Stretto da parte della Sinistra. Un’ulteriore conferma arriva dall’intervista a La Sicilia dell’ex sindaco di Catania Enzo Bianco (PD), Ministro del Governo Amato 2. “Il Ponte sullo Stretto è un’opera utile a condizione che si realizzi, come si sta in gran parte facendo, non dico l’alta velocità, ma la velocizzazione della linea da Salerno a Reggio Calabria e della tratta ferroviaria Раlermo-Catania-Messina. Questa, ci tengo a dirlo, è la mia posizione da decenni. E sono orgoglioso di aver fatto parte, da ministro, del governo Amato 2, che, fra la seconda metà del 2000 e l’inizio del 2001, assunse ufficialmente per la prima volta la decisione di fare il Ponte. Era un governo di centrosinistra e lo fece su iniziativa del compianto Nerio Nesi, ex partigiano e politico di tradizione socialista, che in quel governo era ministro del Pdci, ossia il Partito dei comunisti italiani” ha affermato.

“Sto dicendo che un governo di centrosinistra fece una scelta precisa, dopo una valutazione attenta e rіgorosa. Nesi ci portò ben tre valutazioni, affidate a primarie società internazionali. Una, sulla fattibilità tecnica, certificò che il Ponte sarebbe rimasto in piedi anche dopo un evento come il terremoto di Messina del 1908. Un’altra, sull’impatto ambientale, stimò che durante il cantiere ci sarebbero stati più disagi che benefici, ma che subito dopo l’entrata in funzione del Ponte l’impatto sarebbe stato enormemente positivo, con la mobilità dolce al posto dei traghetti. E poi l’ultima valutazione, sulla redditività dell’investimento. L’opera sullo Stretto non si giustifica per l’ambiente o per la comodità dell’attraversamento in auto, che, tranne 4-5 giorni l’anno, col traghetto si fa un’ora, Il Ponte ha un senso con la velocizzazione del trasporto ferroviario: se tu puoi arrivare da Catania a Roma in quattro ore e mezza, senza essere costretto a pagare 300 euro per un biglietto aereo. E fu quello il senso della posizione del secondo governo Amato: sì al Ponte, a condizione che si velocizzino le ferrovie”.

“Il Mеditerraneo è diventato un mare tropicale e sempre più inquinato, ma anche perché il trasporto ferroviario ha fatto passi da gigante anche in alcune realtà del Sud e infine perché con il nuovo scenario geopolitico internazionale è ancora più strategica un’opera che renderebbe i porti di Catania, Augusta e Siracusa le porte dell’Europa per i traffici prоvenienti da Oriente e Nord Africa”.

“La posizione che assunse Renzi è la stessa che hanno anche oggi diverse personalità rimaste nel Pd. Per questo faccio un appello a Elly Schlein e a tutto il mio partito; si assuma una posizione non pregiudiziale, ma razionale e riformatrice com’è nella nostra tradizione. La stessa posizione che ebbero un governo di centrosinistra e un ministro che non era certo di destra. E che tanti nel Pd numerosi esponenti del cattolicesimo democratico, come lo stesso Delrio che condivido in pieno, delle tradizioni socialista, liberaldemocratica, repubblicana, ambientalista. Oggi, nel Pd, questo patrimonio di idee e di valori è stato fortemente contratto e limitato. Ha visto che succede alle Feste dell’Unità? Non ci invitano, non ci fanno esprimere le nostre idee. Ma come fai a non far hanno anche oggi”.

“L’ex ministro ed ex sindaco di Catania Enzo Bianco, esponente di spicco dell’area progressista, dice sì al Ponte. A conferma che l’opera non è “di destra” o “di sinistra”, ma è un’infrastruttura fondamentale per Sicilia, Calabria e tutto il Paese. Avanti con il Ponte degli Italiani!” Così il Ministro Matteo Salvini, sui social, esalta le parole di Enzo Bianco.

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