Ponte sullo Stretto e incubo espropri

Il Ponte sullo Stretto, a quanto pare,  si farà. E lo sanno pure quelli che continuano a dire che l’infrastruttura non è tecnicamente fattibile. Il progetto definitivo dimostra che non è così, sia geologicamente che ingegneristicamente, e anche chi continua a sbandierare presunti impedimenti ne è consapevole. La prova, o almeno una tra tante, sta nel fatto che tra coloro che avversano il Ponte c’è chi inizia a correre già ai ripari e pensa alle indennità di esproprio.

“L’accelerazione di Salvini e della Lega Nord sul “PONTE” comincia a produrre danni. I Cittadini hanno il diritto di essere informati e tutelati. L’incubo riguarda tutti, nessuno escluso.

La battaglia contro il Ponte sullo Stretto è solo un mero fatto politico, che non tiene conto dei benefici dell’infrastruttura per il territorio e dell’opportunità della sua realizzazione.

Parliamo ai favorevoli al ponte ai contrari al ponte. Gli espropri, anche se è paradossale dirlo, sono uno strumento democratico. Tutti coloro che hanno terreni che ricadono nel piano particellare di espropri subiranno questa imposizione.

L’incubo espropri incombe sulla Città di Villa San Giovanni. Il dibattito si è tenuto a Villa San Giovanni, con l’avvocato Francesco Idone del Foro di Reggio Calabria, in un incontro aperto a tutta la cittadinanza. I Cittadini hanno il diritto di essere informati e tutelati. L’incubo riguarda tutti, nessuno escluso. L’iniziativa e’ parte delle attività di approfondimento tematico proprie delle Feste dell’Unita’ organizzate dalla Federazione del Partito Democratico Metropolitano, guidato da Antonio Morabito.

L’avvocato Idone ha chiarito come «indipendentemente dalla ideologia o dalla posizione politica, gli espropri o meglio le occupazioni temporanee dovranno ancora arrivare ed è previsto dal decreto legge del 2023 convertito in legge a maggio del 2023 la legge numero 58 che i cantieri si apriranno entrano oltre il luglio del 2024. Quindi, è vero che gli espropri o meglio le occupazioni temporanee preordinate degli espropri ancora dovranno arrivare ma noi oggi e sin dal 1 gennaio del 2023 siamo già sotto vincolo preordinato all’esproprio.

Questo perché la legge di bilancio 2023 pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 29 dicembre del 2022 ha reiterato i vincoli ordinati all’esproprio. Questo vuol dire che tutti coloro, privati ma anche il pubblico, hanno già il vincolo impositivo. Quindi il privato non potrà realizzare nulla perché il vincolo impedisce ogni tipo di realizzazione. I vincoli durano cinque anni prorogabili per altri cinque quindi. Questo vuol dire che per cinque anni più altri cinque tutta la pianificazione urbanistica di Villa San Giovanni sarà bloccata. Si dovrà adeguare a quella che è la realizzazione del ponte sullo stretto di Messina che ancora una volta nella legge di bilancio viene considerata come opera principale e di preminente interesse nazionale.

Per il segretario del Pd Enzo Musolino «la novità ce l’abbiamo da ieri. Non c’è una lira nella legge di bilancio 2023 per il ponte sullo stretto. Quindi il bleff giocato da Salvini è stato scoperto. E l’ha scoperto direttamente il presidente del consiglio. Non c’è una lira per il ponte. Questo, però, non deve fare stare tranquilli i villesi perché le proprietà private che incidono a Villa San Giovanni ma anche le proprietà pubbliche sono soggette ad un vincolo che limita la libera disponibilità di queste proprietà.

Quello che emerge è una forte preoccupazione perchè «Indipendente dalla costruzione o meno del ponte per cinque anni per gli ulteriori cinque anni l’illusione del ponte continuerà a fare danni a Villa San Giovanni impedendo ai privati di gestire le proprie proprietà in libertà. Impedendo soprattutto al Comune di Villa San Giovanni di gestire le proprie aree, di fare pianificazione urbanistica.

Il Comune di Villa San Giovanni grazie all’accelerazione sul ponte non può costruire un’area dedicata all’isola ecologica e non ha nessuna certezza sul completamento dei lavori sul lungomare e nulla sa sul mascheramento dell’ecomostro di Cannitello. Di fatto il sindaco di Villa San Giovanni e il sindaco di Messina sono stati commissariati. Il sindaco dello Stretto è Ciucci e la Stretto di Messina senza soldi in bilancio per la costruzione ma con tanto potere per gestire il territorio e per, in qualche modo, avere i primi introiti. Magari per fare il secondo ecomostro e per rovinare la vita ai cittadini di Villa San Giovanni. Di questo si occupa il PD, unica forza in città che sta tenendo alta questa bandiera. Invitiamo le altre forze cittadine, il Comune di Villa San Giovanni a svegliarsi a dare una sterzata forte alle posizioni terze e neutre che noi rigettiamo pervenire insieme a noi a fare la battaglia tutela dei cittadini villesi.

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