Pisanu: “Governo di larghe intese e nuovo premier”. Monti in pole position

Subito dopo l’approvazione della manovra serve un governo di larghe intese, “un patto di fine legislatura” tra “tutti gli uomini di buona volontà”. Con l’appoggio del Pdl e del Pd e con un premier dotato di “credito internazionale”. E’ questa la richiesta lanciata dalle colonne di La Repubblica a Silvio Berlusconi da Beppe Pisanu, uno dei fondatori di Forza Italia, senatore del Pdl e presidente della commissione Antimafia. Secondo Pisanu le elezioni anticipate “sarebbero una sciagura. Ci esporrebbero alla speculazione internazionale. Con questa legge elettorale e la questione morale tristemente estesa da un polo all’altro ci ritroveremmo con un Parlamento più screditato, più diviso, più ingovernabile. La durezza dei mercati oggi ci impone di rafforzare chiaramente la manovra finanziaria e di approvarla velocemente. Ma subito dopo bisognerà fare appello a tutte le energie disponibili e a tutte le persone di buona volontà per dare maggiore autorevolezza e credibilità al nostro Paese. Bisogna ritrovare l’etica della responsabilità. Non c’è tempo da perdere. E’ questione di settimane, forse di giorni”. “Se Berlusconi – osserva Pisanu – è una parte del gigantesco problema che il Paese ha davanti sarà anche parte della soluzione che dobbiamo trovare. E una soluzione va trovata: un patto di fine legislatura tra tutti i parlamentari di buona volontà per salvare il paese e rimetterlo in cammino. Penso a un’iniziativa vasta che non prenda di mira nessuno e non escluda nessuno, che nasca all’insegna dell’emergenza. Le Camere e il Paese trovino il modo di avanzare una proposta unitaria” ma “dobbiamo essere veloci” perché “non vorrei che in questo autunno pieno di insidie l’idea del patto unitario si imponesse brutalmente sotto la sferza dei mercati, delle istituzioni internazionali, o peggio delle piazze in rivolta”. Il profilo del possibile futuro premier di questa coalizione di larghe intese porterebbe dritto all’ex commissario Ue Mario. Naturalmente il senatore del Pdl non si sbilancia e non fa nomi. “Io penso che serva una figura dotata di credito internazionale e in grado di interloquire positivamente con il Parlamento”.

 

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