Pina Picierno aderisce a Renew Europe e attacca Conte: “Condiziona Schlein”. Fonda ‘Spazio Pubblico’

‘’Intanto, forse con una battuta, non sono andata via io” dal Pd, “forse sono loro ad aver cambiato indirizzo. Ho contribuito a fondare quel partito, dopo essere stata leader dei giovani della Margherita. Il Partito democratico era nato per tenere insieme culture politiche diverse: quella liberale, quella cattolico-democratica e quella socialista. Lo sforzo era dare una casa ai riformisti italiani. Per un partito che ha scelto l’aggettivo democratico, il pluralismo era un elemento fondativo. Oggi, invece, sotto la segreteria Schlein, le differenze non sono più percepite come una ricchezza, ma come un problema”, ha dichiarato Picierno, che poi si è soffermata su Giuseppe Conte.
Pina Picierno, sposta la gittata dei suoi siluri su Giuseppe Conte. Dopo gli attacchi a Elly Schlein e l’addio al Pd, la dem passata al Partito democratico europeo e a Renew Europa, non molla la presa: «Giuseppe Conte “condiziona molto” Elly Schlein, ed è una delle ragioni per cui ho deciso di lasciare il Partito democratico. La forza del Movimento 5 stelle non sta più tanto nel consenso elettorale, che oggi è molto inferiore rispetto al passato, quanto nella capacità di condizionare altre forze politiche che dovrebbero mantenere una linea chiara e coerente».
La vicepresidente del Parlamento europeo per parlare parla acclarando l’implosione del Campo largo come una realtà certificata dai protagonisti stessi. L’ultima pesantissima bordata sulla segretaria Elly Schlein arriva direttamente da Bruxelles, firmato da Pina Picierno assestata dall’Eurocamera, e con cui ha ufficializzato il suo addio al Pd per accasarsi in Renew Europe, motivando il divorzio con parole che fotografano impietosamente la totale subalternità dei democratici alle spallate populiste del Movimento 5 Stelle.
Intervistata da La Stampa e dal Corriere della Sera, la Picierno non usa giri di parole. E punta il mirino sul leader grillino, eletto a vero e proprio “tutor” di una Schlein a sua detta in difficoltà nel mantenere la barra dell’autonomia del suo partito a dritta. Una subalternità, si legge tra le righe delle affermazioni dell’ex Pd, che si tradurrebbe in un pericoloso sbandamento identitario in politica estera per esempio, dove il Nazareno sembra preferire non indispettire l’alleato grillino piuttosto che difendere i tradizionali assetti occidentali.

I punti “irrinunciabili” dell’agenda contiana ostacolo alla credibilità internazionale
Non a caso, allora, la Picierno sottolinea come i punti «irrinunciabili» di Conte siano «la contestazione di impegni assunti dall’Italia in sede Nato e di impegni assunti a livello europeo e internazionale. Sono questioni che riguardano non solo la postura europea dell’Italia, ma anche la serietà di una forza politica. Credo – incalza la dem – che questo condizionamento esista e sia molto profondo. Ho più volte sottolineato, per esempio, che Elly Schlein non è mai andata a Kyiv in questi anni. Così come non ci è mai andato Giuseppe Conte»… Ergo: per la Picierno i punti “irrinunciabili” dell’agenda contiana rappresentano un vero e proprio ostacolo alla credibilità internazionale.
Ma è il quadro finale tracciato dalla sfidante che diventa la pietra tombale sul progetto della sinistra. «Ho lasciato il Pd per le stesse ragioni per cui il Campo largo non è oggi un’alternativa credibile alle destre: troppo populismo e poca cultura di governo. Esiste invece un Paese che chiede una proposta politica seria, riformista e pragmatica», spiega ancora Picierno. Che poi, a domanda diretta sulla fondazione di un suo movimento, annuncia che «nei prossimi giorni presenteremo Spazio pubblico: un movimento aperto, con l’obiettivo di unire un fronte troppo spesso frammentato. E di costruire un polo europeista e democratico».
Parole che certificano come il Pd schleiniano abbia ormai smarrito qualsiasi vocazione di governo, schiacciato sul massimalismo. E intanto, con la casa dem brucia, la Picierno pensa di lanciare la sua scialuppa di salvataggio. Ma alla deriva restano solo le macerie di un’alleanza naufragata sul nascere.

“Per anni molti esponenti del Pd hanno ripetuto che mancava un’iniziativa diplomatica europea. Ma discutere dell’ingresso dell’Ucraina nell’Unione Europea cos’è se non una grande iniziativa diplomatica? Integrare un Paese aggredito dall’imperialismo significa trasformare la solidarietà in una scelta concreta. Significa affermare che la risposta alla violenza del regime fascista di Putin non è la neutralità, ma è l’integrazione europea. Di fronte a questa prospettiva, invece, sono prevalsi i ‘ma’, i ‘forse’, i ‘vedremo’ e i ‘no’. Per me è inaccettabile. Non riesco a immaginare nulla di più progressista dell’integrazione europea come risposta alla violenza di un regime autocratico”.
“Io e tutto il Partito Liberaldemocratico accogliamo con piacere la decisione di Pina Picierno di fondare uno Spazio Pubblico contro i conservatorismi, i sovranismi e i populismi”, ha scritto sui social Luigi Marattin, deputato e Segretario del Partito Liberaldemocratico. “Noi non siamo mai stati per il ‘meno siamo meglio è’ per paura di perdere ‘centralità’ o presunta tale, ma abbiamo sempre auspicato la costruzione di un’offerta politica ampia, autorevole, contendibile e non proprietaria. Se Spazio Pubblico confermerà di essere alternativo al Campo Largo, sarà un piacere rimboccarci le maniche e costruire insieme“.
“Sono molto felice di dare la benvenuta a Pina Picierno nel Partito Democratico Europeo e nella nostra alleanza Renew Europe. Una scelta coerente e importante, che rafforza il nostro progetto e ha un forte valore politico e simbolico: la vicepresidente del Parlamento europeo, che ha contribuito alla costruzione del Partito Democratico italiano, oggi sceglie di proseguire il suo impegno con noi, Democratici europei”, ha affermato Sandro Gozi, eurodeputato di Renew Europe e segretario generale del PDE. “In un tempo segnato da guerre, dura competizione globale, nuovi imperialismi e rivoluzioni tecnologiche, dobbiamo lavorare per promuovere anche in Italia una forza federalista europea, riformatrice e di governo, capace di coniugare libertà e innovazione, sicurezza e diritti, potenza e democrazia transnazionale”.
Secondo Gozi, l’adesione di Picierno “è la conferma che questo spazio politico cresce in tutta Europa: il PDE continua ad attrarre movimenti, energie, competenze e leadership che non si rassegnano alle derive populiste, ai nuovi nazionalismi e alle semplificazioni ideologiche. È la scelta di entrare in una comunità che unisce riformisti, democratici e liberali, con l’obiettivo di costruire un’Europa più potente e più democratica. Una storia, quella dei Democratici europei, che affonda le radici nell’intuizione di Romano Prodi, Francesco Rutelli e François Bayrou e che oggi dimostra ancor di più la lungimiranza dei suoi fondatori”. “Il PDE cresce perché sempre più donne e uomini comprendono che il futuro non si costruisce difendendo vecchi confini politici nazionali, ma battendoci per una vera indipendenza europea”, ha concluso Gozi.

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