Piazza Affari ko. Il Ftse Mib cede il 4,75%. Spread a 480 punti

Davvero un tonfo quello di oggi per  Piazza Affari. Dopo una seduta in costante ribasso, Milano ha chiuso le transazioni cedendo il 4,74% a 14.509 punti, mentre il Ftse All Share è arretrato del 4,57% a quota 15.272. L’ andamento delle Borse è stato influenzato dai timori che negli Stati Uniti non si riesca a trovare un accordo sul rientro del deficit pubblico.  Altro tasto dolente, la Francia, dove crescono le preoccupazioni di una possibile mossa di Moody’s. L’agenzia statunitense ha dichiarato che l’aumento dei tassi dei titoli di Stato francesi e un possibile deterioramento delle prospettive di crescita potrebbero portare ad un taglio della tripla A transalpina. Per quanto riguarda lo spread Btp-Bund, è rimasto stabile per quasi tutta la seduta in area 480 punti base, in rialzo però dai 465 punti base di venerdì scorso.

Dopo una mattinata trascorsa in territorio positivo, Popolare di Milano ha decisamente invertito la rotta arrivando a chiudere con un tonfo del 6,82% . In rosso anche il resto del comparto bancario: Intesa SanPaolo ha ceduto il 5,66%, Ubi Banca il 5,28%, Monte dei Paschi il 4,94%, Banco Popolare il 5,45% euro, Unicredit il 2,99% a 0,731 euro. Male anche i due colossi dell’energia: Enel ha mostrato una flessione del 4,83% a, mentre Eni ha perso il 3,53% euro nonostante abbia conquistato due nuovi contratti in Indonesia.

Male anche Finmeccanica.  Nell’ultima settimana ha lasciato sul parterre oltre il 30% della capitalizzazione. Oggi il titolo del colosso pubblico ha mostrato un tonfo del 6,60%. Dopo gli ultimi risvolti dell’inchiesta Enav (Ente Nazionale di Assistenza al Volo), sono stati convocati i Cda straordinari sia di Finmeccanica sia della controllata Selex Sistemi Integrati. “Non escludiamo, e anzi riteniamo probabile, che a seguito degli scandali giudiziari che riguardano Finmeccanica, il presidente Guarguaglini possa decidere di dare le dimissioni”, hanno spiegato gli analisti di Intermonte aggiungendo che le eventuali dimissioni “potrebbero essere accolte positivamente dal mercato perché sarebbe un ulteriore segnale di cambiamento nella società”.

 

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