Piazza Affari in picchiata. Spread scende sotto i 480

Avvio di settimana in profondo rosso per le borse europee e soprattutto per Piazza Affari. Per il nuovo premier Mario Monti oggi inizia il primo importante esame dei mercati internazionali e per ora la risposta non è incoraggiante. L’avvio è tutto in salita.

Piazza Affari. Seduta segnata da forti ribassi per i titoli italiani. Finmeccanica arriva a cedere, infatti, il 6% in Borsa e Fiat, con l’ad Marchionne che si dice “cauto” sui margini di profittabilità per l’anno prossimo, perde oltre il 4 per cento. Entrambe pesano sugli indici con il Ftse Mib che cede il 3,18 per cento. Pesanti anche Telecom (-4,4%) e Saipem (-4,7%).

Milano parte male già dalle prime contrattazioni. L’indice Ftse Mib, sulla scia delle borse asiatiche, lascia sul terreno subito l’1,3%. Ma con il passare dei minuti l’andamento negativo peggiora sempre di più ed attualmente sfiora una perdita del 3%.  A Piazza Affari maglia nera del Ftse Mib è Finmeccanica (-3,98%), seguita da Tod’s (-2,79%), Azimut (- 2,28%), Saipem (-2,18%) e Fiat (-2,02%). Misti i titoli del comparto bancario: Bper lascia sul terreno il 2,64%, mentre sul fronte opposto Bpm guadagna il 2,04% a 0,285 euro. Intesa Sanpaolo cede lo 0,66% e Unicredit sale dello 0,33%. Fra gli energetici Eni arretra dell’1,70% e Enel dello 0,98%. Generali perde lo 0,73%, Stm l’1,67% e Telecom Italia l’1,83% a 0,832 euro. Mediolanum guadagna l’1,87%.

Spread a 490. L’apertura negativa di Milano, l’attesa per il “pacchetto Monti” e le preoccupazioni per i problemi irrisolti sul debito sovrano fanno aumentare lo spread fra i Btp e i Bund tedeschi a dieci anni dopo. Dopo un avvio incoraggiante, fissato a 466,55 punti, rapidamente è stata superata la soglia dei 480 punti, per sfiorare i 490 punti base. Attualmente la forbice dello spread tra i titoli di stato italiani e quelli tedeschi, è scesa sotto i 480, attestandosi a 478 punti.

Francia rischio declassamento. L’aumento dei tassi sui titoli di stato francesi e la prospettiva di crescita più debole potrebbero mettere a rischio la tripla A della Francia. Per Moody’s un declassamento sarebbe solo questione di giorni. “La scorsa settimana il differenziale di rendimento tra i decennali francesi e tedeschi ha superato i 200 punti, un record per l’area euro – sottolinea l’agenzia di rating – elevati costi di indebitamento per un periodo esteso potrebbero ampliare le sfide finanziarie che il governo francese deve fronteggiare proprio mentre si deteriorano le prospettive di crescita, con implicazioni negative sul rating”.

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