Pianeta Mediterraneo

A Sessa Aurunca dal 10 al 31 gennaio prossimi la “Toro arte contemporanea” aprirà il 2015 con una personale di Patrizia Gargiulo dal titolo “Pianeta Mediterranea”, curata da Antonio Campanile e presentata da Gianni Nappa. Patrizia Gargiulo nasce a Napoli, frequenta il liceo artistico e si specializzata in grafica pubblicitaria. Successivamente studia la pittura dell’800 e 900 napoletano e    sviluppa in seguito un suo linguaggio espressivo attraverso lo studio della tavolozza. Passa tra differenti forme artistiche e lavora come restauratrice formandosi nelle botteghe d’arte. Comprende altre forme d’arte tra le quali la scenografia, e dipinge e scolpisce oggetti con tutte le materie: plastica, creta, cartapesta e legno. Crea con stoffa pupazzi e maschere. Il teatro fornisce molto alla sua creatività, e le dona la capacità di vedere oltre il buio. La poca e labile luce che attraversa il retropalco le regala la capacità di scolpire nella mente profondità impercettibili, che   danno forma alle cose che la circondavano nel buio. Gli oggetti e le figure che oggi prendono forma sono sempre differenti e mai definiti. Essi assumono aspetti diversi per ogni singolo ed individuale fruitore. Semplice e magica scissione ed interazione tra creatore e fruitore. Consideriamo, per esempio, che per parlare di un libro si deve partire dal presupposto che dopo la parola fine il libro non appartiene più all’autore ma al lettore. E’ il magico senso dell’arte, ed un artista è chi è completamente assorbito e dissolto da questo ineludibile principio. Diversamente non si parla di arte ma di altro. Comprendere questo principio è necessario per entrare correttamente nella creatività di Patrizia Gargiulo. Patrizia lavora con le mani, e con esse recupera l’aspetto primario delle sue creazioni; sono opere uniche sia per chi le guarda che per l’artista, che riesce nei suoi teli a rendere una scultura fluttuante, che nello spazio è lieve, nonostante la corposa lavorazione che l’artista realizza. Si tratta di materia e le potenzialità espressive e tecniche della Gargiulo forniscono a questa materia una vorticosa forza attraverso le mani, le colle e gli stracci che creano l’effetto di una scultura. Parliamo di un effetto visivo che ci induce a non comprendere subito di che materiale si tratti e dove l’apparenza è superiore alla realtà. Una gestazione quindi, che l’artista elabora dalle sue profonde conoscenze e che realizza con materie di recupero, quindi ridando vita nuova e reinterpretando con il materiale nuove forme intrise di segni profondi, che segnano e disegnano, ma che hanno il potere di saper indicare nuove soluzioni formali. Quindi una artista consapevole del processo creativo ma inconsapevole del risultato che si svela compiutamente nella fruizione. L’artista è votata alla socialità e le sue opere seguono l’universale senso di comunicare, che è proprio dell’arte con una ricerca proiettata verso lo spazio con opere non bidimensionali, ma che hanno dentro di se l’universo interiore che l’artista offre come suo linguaggio espressivo.

 

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