Peugeot VLV, l’elettrica francese lanciata durante la Guerra

Sarà pur vero che negli ultimi 5-10 anni la tecnologia ha fatto letteralmente passi da gigante, ma il mondo delle auto elettriche non è affatto così “giovane” come potremmo invece credere.

Prototipi e modelli stradali con alimentazione a batteria, infatti, sono stati lanciati in tempi non sospetti, anche agli albori del mondo dell’automobilismo. Si prenda, ad esempio, il caso della Peugeot VLV, triciclo elettrico lanciato dal marchio francese nel 1941, nel pieno della Seconda Guerra Mondiale. Un modello che, per alcuni versi, ricorda la più recente Nobe 100, altra auto elettrica a tre ruote che l’omonimo produttore estone sta provando a finanziare con una campagna di crowdfunding su Indiegogo.

A differenza di questo caso, però, la Peugeot VLV (acronimo di Voiturette Légère de Ville, “vetturina leggera da città”) è stata effettivamente prodotta e venduta, dando così risposta a precise esigenze di un Paese nel bel mezzo del conflitto più cruento che abbia mai vissuto. Il Paese transalpino, infatti, si trovava nel pieno dello sforzo bellico e la produzione industriale era piuttosto sollecitata. Peugeot, in particolare, venne impiegata nella progettazione e creazione di veicoli che potessero essere utilizzati sia sul fronte di guerra sia a supporto dello spostamento delle truppe.

Peugeot VLV

Allo stesso tempo, però, il produttore non poteva lasciare “scoperto” quello che di fatto rappresentava il suo mercato principale prima dello scoppio delle ostilità: quello civile e cittadino. Per far fronte alla carenza di materie prime e alle difficoltà di approvvigionamento, ingegneri e tecnici francesi idearono così un veicolo di piccole dimensioni ed estremamente all’avanguardia sia sul fronte del design sia su quello della tecnologia.

Tra il 1940 e il 1941 nasceva così il Peugeot VLV, triciclo in alluminio leggerissimo e dotato di trazione elettrica. Lungo 2,67 metri e larga 1,21 metri, il VLV poteva ospitare fino a due passeggeri e, senza carico, pesava appena 365 chilogrammi, batterie incluse. In questo modo era in grado di garantire un’autonomia di 80 chilometri e una velocità massima di 32 chilometri orari.

Viste le dimensioni e la particolare configurazione, la Peugeot VLV si è sempre contraddistinta per una certa maneggevolezza e facilità di guida. Così, in un panorama sempre più devastato dai continui bombardamenti, la VLV divenne l’auto “di servizio” di medici, postini e altri ufficiali civili, che potevano facilmente spostarsi da un capo all’altro della città.

Venne prodotta fino al 1943, quando il Governo decise di interrompere le linee produttive e destinare le risorse ad altri settori. In totale, ne vennero realizzati 377 esemplari.

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