Perù, l’ex presidente Martin Vizcarra condannato a 14 anni per corruzione: “È una vendetta politica”

L’ex presidente del Perù, Martin Vizcarra, è stato condannato mercoledì da un tribunale peruviano a 14 anni di carcere per presunti episodi di corruzione risalenti al periodo in cui ricopriva l’incarico di governatore della regione di Moquegua. Secondo l’accusa, Vizcarra avrebbe accettato tangenti in cambio dell’assegnazione di appalti pubblici durante il suo mandato locale, ben prima della sua ascesa alla guida del Paese nel 2018.

Oltre alla pena detentiva, la sentenza stabilisce anche nove anni di interdizione dai pubblici uffici, segnando un colpo durissimo per la carriera politica dell’ex presidente, che negli ultimi anni aveva tentato di tornare sulla scena nazionale.

Vizcarra ha respinto con forza le accuse e annunciato immediatamente l’intenzione di presentare ricorso in appello, sostenendo che la decisione dei giudici sia frutto di pressioni politiche. “Questa non è giustizia, è una vendetta”, ha dichiarato, puntando il dito contro il Congresso, con cui ha sempre avuto un rapporto conflittuale durante il suo mandato presidenziale.

La condanna riaccende il dibattito sulla corruzione nella politica peruviana, in un Paese che negli ultimi anni ha visto numerosi ex presidenti coinvolti in scandali giudiziari e indagini legate alla gestione delle risorse pubbliche.

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