Passengers departing from the central station before the Christmas lockdown due to the Coronavirus emergency, in Milan, Italy, 18 December 2020. Premier Giuseppe Conte's government looks set to approve restrictions that will put Italy into some form of a lockdown over the Christmas holidays to stop social contact during the festive season feeding a third wave of COVID-19 contagion in Italy. ANSA/ MOURAD BALTI TOUATI

Perché più aumentano i contagi, più rischiano di salire i prezzi

Dipende da una stortura della domanda innescata dai vari lockdown e misure di contenimento delle infezioni

Con la pandemia sono aumentati i prezzi: si tratta dell’inflazione, definita come l’aumento prolungato del livello medio generale dei prezzi in un determinato intervallo di tempo.

Le istituzioni nazionali e internazionali, come la Banca Centrale Europea (BCE) e la Federal Reserve (FED) degli Stati Uniti hanno deciso di non far nulla per invertire la tendenza. Sarebbe ad esempio possibile alzare i tassi di interesse e rendere il denaro in prestito meno conveniente per ribaltare il tavolo, o almeno tentarci.

Cosa c’entra l’aumento dei prezzi con i contagi? E, prima ancora, si tratta di un elemento del quale dobbiamo preoccuparci?

L’inflazione buona e quella cattiva

La risposta non è così scontata perché esiste un livello di inflazione, vicino ma inferiore al 2%, considerato dalla Banca Centrale Europea “salutare” e quindi addirittura raccomandato. Non è quello che un po’ tutto il mondo sta vivendo, l’aumento dei prezzi benefico. Ma neanche si tratta della spirale tra costo di beni e servizi e salari che ha generato una crisi economica durante buona parte degli anni Settanta (è questa l’inflazione cattiva).

Si tratta invece di una stortura della domanda creatasi in tutto il mondo a causa delle misure anti contagio e dei numerosi lockdown. La chiusura dei ristoranti, delle palestre, delle discoteche, secondo l’interpretazione degli economisti, ha dirottato i consumi da questi e altri servizi sui beni: significa ad esempio che con i soldi risparmiati delle cene al ristorante si è deciso di comprare una sedia o una nuova tv.

Davanti a una maggiore domanda, i fornitori hanno reagito riempiendo i magazzini. Si è trattato di una mossa preventiva, compiuta per aggirare le strozzature, che però quelle strozzature le ha aggravate. Da qui l’aumento dei prezzi.

Cosa c’entra l’aumento dei prezzi con i contagi

Il motivo per cui le banche centrali non sono intervenute è che si considera questo sbilanciamento un fenomeno temporaneo: man mano che i cittadini riprenderanno a vivere come prima la domanda correggerà i propri squilibri e l’inflazione tenderà a spegnersi.

Tuttavia con la nuova variante Omicron e la quarta ondata europea la domanda su quando si tornerà alla normalità è più che lecita. Ed ecco perché contagi e aumento dei prezzi sono direttamente proporzionali (o, almeno, lo sono stati fino ad ora).

Uno scenario più fosco: ecco in cosa consiste lo “tsunami di inflazione” che qualcuno ha previsto. Ecco invece perché si parla di stangata delle bollette di Natale.

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