Per Conte Renzi è la variabile indipendente

Conte si agita. Chiede in giro tra gli esponenti del Pd:’Cosa farà Renzi?’ Le rassicurazioni dei compagni del partito non gli bastano e quindi ha deciso di cercarlo. L’ex Premier rappresenta agli occhi di Conte la variabile indipendente della maggioranza e nello stesso tempo un’incognita che potrebbe determinare, alla lunga, le sorti del governo. E allora manifesta apertamente un senso di inquietudine, non gli basta quanto sostengono i dirigenti del Pd, e cioè che Renzi non ha più grandi margini politici di manovra. Il fatto che nei sondaggi il suo indice di gradimento, tra i cittadini, sia ancora molto basso e che l’eventuale nascita di un suo partito non avrebbe gran seguito nell’opinione pubblica e tra i gruppi parlamentari specie dopo la nomina di Guerini a Ministro della Difesa, non lo convince. Un’ossessione quotidiana lo pervade e nonostante Renzi appaia politicamente fermo, il Premier lo immagina in movimento e intento a manovre oscure e silenziose, finalizzate ad un cambio in corsa a Palazzo Chigi, che non interrompa il corso della legislatura. Allora ha deciso di gestire con cautela il rapporto con l’ex Premier, che si rivela molto più delicato e difficile di quello che ha con Di Maio. Nella fase finale per la definizione della squadra di governo, Conte non ha mai smesso di monitorare le mosse dell’ex segretario dem, la tattica adottata, il cambio all’ultimo momento dei suoi candidati, che assomigliavano a pedine di un gioco invisibile. Non gli interessavano le liti che ad ogni pie’ sospinto scoppiavano all’interno del Pd e le contestazioni al segretario Zingaretti per la suddivisione degli incarichi, ma i suoi occhi erano costantemente puntati sulle mosse o alchimie, tali apparivano a Conte, di Matteo Renzi. Si sa che il Premier è molto meticoloso e sta cercando di programmare al meglio l’azione di governo. Sa che non ci sono soldi per la prossima finanziaria e che per il taglio dei parlamentari i grillini non vogliono andare oltre il prossimo trimestre. Per evitare gli scontri della scorsa esperienza di governo giallo-verde, ha persino regolamentato l’iter dei Consigli dei Ministri, stabilendo che sui temi politici parleranno solo i capi delegazione dei due partiti. Ma il futuro si presenta con un’incognita che porta il nome di Matteo Renzi, che romperà presto o potrebbe farlo nel giro di sei mesi. Per capirlo Conte ha deciso di cercarlo e di interloquire con lui. Alcune voci sostengono che Renzi avesse stretto un tacito accordo con Salvini per spartirsi le spoglie dei Cinque Stelle, ma il patto prevedeva che la legislatura continuasse. Ma quando il leader della Lega ha staccato la spina, Renzi si è sentito sciolto dall’accordo e li ha fregati tutti.

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