Pensioni: quota 100 potrebbe favorire il riscatto della laurea

La possibilità di pensionamento anticipato con Quota 100  potrebbe coinvolgere anche il rilancio del iscatto degli anni di laurea, per consentire a un maggior numero di dipendenti senior di raggiungere i 38 anni contributivi necessari a centrare, con i 62 anni, la fatidica quota 100.

Il riscatto degli anni di studio all’università permette di aggiungere diversi anni di contribuzione a seconda della durata del corso di studi seguito, utile ai fini del calcolo dell’età pensionabile. Con quota 100 è ancora più appetibile: in tal modo i lavoratori riuscirebbero a raggiungere più facilmente i 38 anni richiesti per l’accesso alla quota 100, nel rispetto del requisito anagrafico di almeno 62 anni di età.

L’utilità del riscatto laurea tornerebbe sotto forma di incentivo anche per i datori di lavoro che vogliano finanziare l’uscita di dipendenti senior utilizzando i fondi bilaterali. La novità potrebbe riprendere l’impostazione che nel 2017 era stata costruita per agevolare gli esodi dei bancari in esubero ovvero, come riportato dal ‘Sole24Ore’, attingendo al Fondo di solidarietà del credito ordinario e cooperativo.

Grazie alla misura, il numero di domande per il riscatto ai fini pensionistici degli anni di università è notevolmente cresciuto negli ultimi anni, accompagnato anche dai vantaggi del riscatto per raggiungere i requisiti per la pensione anticipata con il cumulo dei contributi. La stessa formula potrebbe essere utilizzata per altri settori e fondi di solidarietà, consentendo quindi ai datori di lavoro di incentivare l’uscita anticipata con quota 100 dei lavoratori senior.

Dal 2016 al 31 agosto scorso l’Inps ha ricevuto 62.282 domande di riscatto laurea  e ne ha accolte 28.389 tra gestione pubblica e privata. Nel settore privato, delle 43.686 domande presentate, 12.920 sono pervenute nei primi otto mesi di quest’anno, ovvero da quando è in vigore la circolare Inps (n.188 del 22 dicembre) che ha dato attuazione a questo strumento che consente alle banche la facoltà di riscatto e ricongiunzione di periodi utili al conseguimento del diritto alla  pensione anticipata  o di vecchiaia dei propri dipendenti.

Da quando è entrato in vigore il cumulo gratuito  a gennaio 2017, in molti hanno riscoperto la convenienza del riscatto laurea per arrivare prima ai requisiti della pensione anticipata (42 anni e 10 mesi fino a fine anno) e di vecchiaia (67 anni dal gennaio prossimo). Passare a una gestione che prevede redditi più bassi ha consentito a molti di unire anche gli anni della laurea al cumulo, reso gratuito, dei versamenti in gestioni diverse. Tra le 18.062 domande del settore privato e le 6.553 del settore pubblico ce ne sono parecchie (8.447) fatte da over 56enni: il motivo è proprio nella gratuità del cumulo.

 Possono essere riscattati solo i periodi corrispondenti alla durata legale del corso di laurea (o una sua parte), compresi i dottorati di ricerca, i diplomi di specializzazione post laurea ed i titoli di studio equiparati a seguito dei quali sia stata conseguita la laurea o i diplomi previsti dall’articolo 1, della legge 341/1990. Possono essere riscattati anche i titoli conseguiti all’estero, se hanno valore legale in Italia.

Non possono essere riscattati: i periodi di iscrizione fuori corso; i periodi già coperti da contribuzione o riscatto; le borse di studio universitarie per la frequenza del dottorato di ricerca; gli assegni concessi da alcune scuole di specializzazione.

 

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