Pensione: il cumulo dei contributi costa 65 euro a pratica

Cumulare i contributi è possibile, ma ha un costo. Tanto che già si parla di una vera e propria tassa sul cumulo dei contributi, che si aggira sui 65 euro a pratica. La legge di Bilancio per il 2018 ha infatti introdotto la possibilità di fare il cumulo fra i contributi versati a istituti previdenziali diversi, sia pubblici che privati. Una norma che l’Adepp, Associazione che riunisce gli enti previdenziali privati, definisce la ‘tassa Boeri’. Un contributo appunto di 65 euro per ogni pratica di cumulo.

Le casse dei professionisti hanno firmato le convenzioni sul cumulo, rimuovendo l’ultimo ostacolo formale al pagamento degli assegni a chi ha già fatto domanda, fa sapere l’Adepp: ‘Con quest’atto le Casse intendono togliere ogni alibi all’Istituto pubblico, che da mesi sta ritardando l’adempimento di una legge’. L’Adepp ricorda infatti che in base alle convenzioni, le Casse private si devono far carico delle quote di pensione di propria competenza e degli stessi oneri già previsti per le pensioni in totalizzazione.

Il presidente dell’Inps Tito Boeri ha rifiutato le accuse: ‘Appare del tutto ingiustificato  che debba essere l’Istituto previdenziale pubblico, finanziato con i costi dei contribuenti, a farsi carico di un costo che è, oggettivamente, di competenza di tutti gli enti coinvolti nella procedura’. Ma L’Adepp ribatte che le risorse sono finanziate con le tasse pagate da tutti i contribuenti italiani, compresi i professionisti e le loro Casse. Sarebbe inaccettabile imporre ai nostri iscritti di pagare lo stesso costo due volte.

Non resta che attendere di capire come si risolverà il rimpallo di competenze, mentre le domande di cumulo presentate dai professionisti aumentano.

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