‘Pensieri fumati’, ultima produzione letteraria della giornalista Simona Mazza

Identificazione e malattia

‘L’Autoritratto con l’orecchio bendato di Vincent van Gogh apre il paragrafo che parla di patologie e del senso della realtà proiettato sulle persone dall’esterno, ovvero da qualcosa che è al di fuori di se stessi. La patologia, in tal caso,  è uno stato ordinario di identificazione guidato dall’esterno.  A volte il ‘problema’ può trasformarsi in un processo creativo. Il delirio, in tal caso’ è Dioniso liberato’, osserva l’autrice.

Van Gogh  si amputò l’orecchio sinistro con un rasoio, a causa di un eccesso di cerume che il suo medico curante non ha saputo asportare bene, pertanto arrivò ad amputarsi.  Dopo due settimane di degenza in ospedale, van Gogh si ritrasse numerose volte con l’orecchio fasciato. Questo Autoritratto con l’orecchio bendato, inizialmente posseduto da van Gogh, pervenne in circostanze non chiare a Julien père Tanguy , titolare di un negozietto di colori a Parigi che accettava in forma di pagamento i quadri offertigli dal pittore, quando ancora nessun mercante d’arte gli dava credito.

Nell’Autoritratto con l’orecchio bendato predominano i colori freddi che danno una nota ancor più malinconica al dipinto.  Il volto dell’artista è invero smunto e ossuto, con la carnagione definita da un giallo cereo, ed il suo sguardo abbattuto e perso nel vuoto sembra quasi affondare in mondi immaginari dove egli può eludere dall’etichetta di «folle» che la società gli ha imposto. Il cappotto abbottonato e il cappello, indossati anche in casa, sembrano alludere all’assenza di un impianto di riscaldamento, che forse, per le condizioni economiche sempre precarie, l’artista non poteva permettersi: ma non va tuttavia dimenticato anche il significato più profondo di riparo da un mondo ormai ritenuto nemico dall’artista.

Paura

L’ Urlo di Edvard Munch accompagna il paragrafo di ‘Pensieri fumati’ dove la Mazza osserva che ‘Abbiamo paura degli altri quando non conosciamo noi stessi. Abbiamo paura degli altri quando, come specchi, riflettono qualcosa che non ci piace di noi. Quello che non ci piace degli altri è spesso una proiezione dei nostri limiti e dei nostri difetti. Uno non mi ha riconosciuta, Uno mi ha riconosciuta e ne ha avuto paura. Non so cosa sia peggio’.

Roberto Cristiano

(continua…)

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