Pd diviso su proposta Renzi. Zingaretti “No ad accordicchi con il M5S”. Franceschini: Discutiamone

Matteo Renzi apre all’alleanza con il M5S o comunque al rinvio delle elezioni e Nicola Zingaretti, il suo segretario politico, boccia la proposta dell’ultimo presidente del consiglio targato Pd. Matteo Renzi vuole prendere tempo e Zingaretti dice che il tempo è orami finito. Nel Pd si vive, anche in questa fase di crisi politica, il solito psicodramma del potere: l’ex premier vuole dettare la linea e la Ditta non ci sta e vuole cogliere l’occasione ribaltare i poteri numerici interni. Zingaretti deve fare i conti con un partito a trazione renziana che ha la maggioranza nei gruppi parlamentari. Per questo è obbligato a chiedere unità del partito e il ritorno al voto. Il suo intento è stanare il fiorentino cogliendo l’occasione del voto anticipato perché i Dem, così come tutti gli altri partiti, non sono assolutamente pronti al voto autunnale. Il Pd con il voto diventerebbe il principale partito di opposizione ed avrebbe il tempo di organizzarsi per il prossimo giro elettorale senza dover mediare con il potere di Renzi. Sempreché l’ex premier resti iscritto ai Dem. Il Pd è politicamente spaccato in più tronconi come si comprende dalla richiesta di Dario Franceschini a “discutere sulle parole di Renzi”.

“Un accordicchio Pd-M5s regalerebbe a Salvini uno spazio immenso. Nessuna paura del voto”. “Matteo Salvini ha aperto la crisi. Il governo populista ha fallito e messo l’Italia in ginocchio e ora scappano per paura della Manovra finanziaria perché non sanno cosa fare”, spiega Zingaretti.

“Occorre prepararsi con coraggio e passione alla battaglia politica. Non dobbiamo avere paura ma proprio nel nome dei rischi per la democrazia dobbiamo chiamare alla mobilitazione gli Italiani. Dobbiamo sì lanciare un allarme generale non per chiuderci ma per combattere strada per strada in ogni angolo del Paese la battaglia più dura. Loro, Salvini in primis, hanno fallito, e per questo scappano. Salvini ha provocato una crisi che è già costata miliardi di euro bruciati nella speculazione. E’ caduto per una overdose di bugie che non sa più gestire” ha dichiarato il segretario Dem all’Huffington Post.

Zingaretti non crede a “scorciatoie” e formule varie. La strada maestra resta quella delle elezioni. E non potrebbe dire diversamente. “Dovremo trovare insieme la persona che meglio sappia rappresentare questa ricchezza e sostenerla con tutte le nostre forze perché l’Italia questo si aspetta da noi. Salvini non è affatto imbattibile”. “Per fortuna, nei prossimi passaggi ci guiderà la saggezza del Presidente Sergio Mattarella” ha concluso Zingaretti.
“Dopo l’intervista di Matteo Renzi invito tutti nel Pd a discutere senza rancori e senza rinfacciarsi i cambiamenti di linea. Io lo farò. Anche perché in un passaggio così difficile e rischioso qualsiasi scelta potrà essere fatta solo da un Pd unito e con la guida del segretario”, scrive su Twitter, Dario Franceschini, molto vicino al segretario Zingaretti ma al tempo stesso l’esponente del Partito Democratico che più si era speso dopo le elezioni del 4 marzo 2018 per trovare un’intesa con il Movimento Cinque Stelle per stilare un contratto di governo che consentisse di superare l’impasse post voto.

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