Pd-sardine, odore di ‘inciucio’ in Emilia

Pd-Sardine: inciucio dietro angolo.  Almeno a quanto sostenuto con un ampio e dettagliato servizio sul proprio sito da Il Giornale che parte da un presupposto inoppugnabile: ‘La tentazione di gettare la rete è tanta. Inutile nasconderlo: le sardine scese in piazza in Emilia Romagna fanno gola a chi, nel centrosinistra, sente il fiato sul collo in vista delle elezioni regionali’. Certo, ufficialmente, il leader delle sardine si affretta a smentire, dichiarando: ‘Non ci candidiamo’. Ma da Largo del Nazareno, di contro, le bocche sono cucite. Non solo: stando al Giornale, sarebbe pronto anche un piano B.

Il voto in Emilia Romagna incombe. Sondaggi e previsioni non lasciano presagire nulla di buono per il Pd, caduto in disgrazia da tempo e proprio nelle regioni storicamente ‘rosse’. Ma tant’è: il quadro è cambiato e dovendo correre ai ripari di un’emorragia di consensi che affligge il Pd, a detta delle informazioni in possesso del quotidiano milanese, pare si stia lavorando per trovare un posticino in lista ad un rappresentante delle sardine, nella speranza di trascinare alle urne tutto il banco. Diverse le ipotesi ventilate dal Giornale.

1) uno spazio potrebbe crearsi ad hoc nella lista del presidente Bonaccini. Anche in questo, nulla di formalmente ufficializzato ma, «la notizia – spiega lo stesso ufficio stampa del Pd emiliano e riporta il quotidiano diretto da Sallusti – non è mai stata confermata né smentita». Più in generale, peraltro, oltre che affermare, come ha fatto il segretario regionale dem, Paolo Calvano, «nessuna forza politica dovrebbe mettere il cappello su quelle piazze», altri argomenti convincenti e mirati a smentire al di là di ogni ragionevole dubbio possibili “inciuci” in corso, non sono ancora arrivati.

2) Certo, uno dei 4 leader delle sardine, Mattia Santori, respinge ogni coinvolgimento e anzi, rincara la dose dei dinieghi asserendo che non solo per ora telefonate dal Pd non sono arrivate, ma aggiungendo anche che «non ci sono margini di trattativa». Eppure, al di là delle dichiarazioni di facciata, come sottolinea Il Giornale, «la scelta di campo è inequivocabile: Santori si sente “rappresentato” dalla coalizione che va “dalla sinistra ecologista fino al Pd” e i “riferimenti politici” d’area non mancano. Ci sono presidenti di quartiere dem, esponenti di Coalizione Civica e Elly Schlein (eurodeputata Pd, transitata in Possibile)».

Se nessun membro delle sardine dovesse raccogliere il possibile invito del centrosinistra a candidarsi in Emilia Romagna, potrebbe scattare il piano B. Un piano di riserva che, anziché puntare direttamente sul pescato locale, mirerebbe all’arruolamento di un «catalizzatore». Quello che Il Giornale definisce «una personalità vicina a quel mondo, ma non direttamente coinvolta». Come Andrea Colombo, ad esempio. Consigliere Pd a Bologna ed ex assessore. L’identikit aderirebbe al profilo dei requisiti richiesti: profilo ambientalista e amici comuni con ideatori e promotori del movimento. Lui però, contattato telefonicamente dal quotidiano diretto da Sallusti, «non smentisce e “non intende dichiarare in merito». E allora, potrebbe fare da specchietto per  le sardine…

 

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