Dopo l’apertura  dell’ex segretario Pd, Matteo Renzi, si alternano gli interventi sul palco torinese. ‘Possiamo sbagliare strada, per poi rimetterci in carreggiata. Ma non dobbiamo mai tornare indietro, non dobbiamo rinnegare il cammino’, dice Maurizio Martina:  ‘E soprattutto non dobbiamo permettere a noi stessi di perdere l’entusiasmo e l’inquetudine che ci ha spinti a partire. Quanto ai fuoriusciti dal Pd, il ministro per le politiche agricole osserva che la scissione è stato un grave errore. Se guardo alle città, il modello naturale e vincente è quello di Milano, dove abbiamo lavorato benissimo con Pisapia.  Nessuna preclusione per Giuliano Pisapia e il suo ‘Campo progressista’. Noi siamo interessati a lavorare a un nuovo centrosinistra aperto e coinvolgente.  Difendiamo l’idea di una democrazia dell’alternanza, anche dopo l’esito referendario ed anche per questa ragione continuiamo a pensare che il Mattarellum sia la legge più utile al Paese’.

Dalla convention renziana il messaggio sembra quello di una presa di distanza chiara da Ncd. Una risposta, implicita, all’appello lanciato  da Pisapia: ‘Il Pd deve scegliere da che parte stare. Consapevoli che la destra è incompatibile con la sinistra’.

Sull’argomento è intervenuto Matteo Orfini, presidente del Pd: ‘Con Alfano siamo al governo insieme, perché nel 2013 non abbiamo vinto le elezioni e per andare avanti ci siamo alleati con forze a noi alternative. È però abbastanza evidente che con un partito che si chiama Nuovo Centro Destra difficilmente potrà ancora allearsi un partito di sinistra’.

Mi hanno chiesto se sono ancora renziano,   premette Sergio Chiamparino dal palco,  su questa barca ci sono salito, magari da irregolare, ma sin dall’inizio. E non sarei a posto con me stesso se in questo momento, in cui il vento non soffia più un poppa come nel 2014, abbandonassi la barca. Mi sentirei un vigliacco. Il presidente della Regione Piemonte, che ha voluto precisare di non essere presente in veste istituzionale, ha criticato gli scissionisti, qualcuno che qui purtroppo non c’è più”. Perché in un partito serve a tutti, prima di tutto a chi comanda, avere la discussione dentro le aree del partito. E’ ben curioso che chi motiva una scissione dicendo che in questo modo si intercettano i voti che non arrivano più al Pd faccia un altro partito.

Ci aspetta una sfida difficile, che dobbiamo affrontare non da soli perché ci sono degli obblighi e dei numeri, ma anche perché dobbiamo lavorare per costruire un terreno di valori condivisi, dice Dario Franceschini durante il suo intervento: ‘Negli anni di Berlusconi il campo del centrosinistra si riconosceva nei valori costituzionali. Oggi abbiamo l’obbligo di allargare questo campo e abbiamo anche l’interesse che nel centrodestra italiano cresca e si allarghi un’ara moderata’. Il ministro dei Beni Culturali invita a includere e non a escludere. Matteo ci deve condurre in questo tempo nuovo. Tutti noi insieme a lui dovremo decidere la strada.

‘Ci siamo occupati del cantiere sociale, ma non solo. Abbiamo fatto tante riforme, quella della riforma costituzionale l’abbiamo persa. Ma noi ci siamo, con l’entusiasmo. Siamo in cammino’, dice  Così Maria Elena Boschi dal palco del Lingotto.