Passaggio di consegne Van Rompuy-Tusk

Avviene oggi allo Justus Lipsius di Bruxelles con una cerimonia formale ma semplice il passaggio delle consegne e il ritiro dalla politica di Herman Van Rompuy. Il presidente uscente del Consiglio europeo, nel suo stile sottovoce che ha caratterizzato i cinque anni alla guida dei 28, lascerà le redini in mano per la prima volta nella storia Ue a un uomo dell’Est ex sovietico, il polacco Donald Tusk. Un leader indiscusso e carismatico in patria, dove ha guidato il governo per sette anni prima di lasciarlo alEwa Kopacz in seguito alla nomina europea.  Tusk eredita ora un ruolo che, almeno sulla carta, com’è stato interpretato finora non corrisponde al suo profilo politico. Leader decisionista e accentratore, abituato a comandare e governare dell’alto verso il basso, senza abilità linguistiche particolari  potrà forse dare un nuovo input alla figura di presidente del Consiglio europeo. Allo stesso tempo il suo bagaglio politico, sociale ed economico,   ex paese comunista, la Polonia fuori dall’euro è stata l’unica a crescere sempre durante tutti gli anni della crisi,  entrerà dalla porta principale ai piani alti dell’Ue dove finora hanno seduto solo i paesi della Vecchia Europa occidentale. Una finestra e un radicamento dell’Europa ad Est che, nel pieno della crisi russo-ucraina, della stagnazione economica e dello stallo del motore franco-tedesco, possono aprire strade nuove, ma anche sollevare nuovi problemi. 

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